MARZO: il nostro mare raggiunge il massimo raffreddamento
La presenza del mare mitiga senza dubbio i rigori dell’inverno sulle nostre coste. Vediamo quando la sua temperatura raggiunge il valore più basso.

Il mare ha senza dubbio una capacità termica maggiore rispetto alla terraferma. Il calore immagazzinato nei mesi estivi viene liberato lentamente e solo alla fine dell’inverno l’acqua raggiunge una temperatura piuttosto bassa.
Può sembrare strano, ma nel mese di dicembre e nella prima parte di gennaio il mare conserva ancora parte del calore accumulato durante il semestre caldo. Di conseguenza la sua azione mitigatrice risulta efficace soprattutto per le coste.
Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo tutto il calore risulta ormai disperso e la temperatura dell’acqua raggiunge il minimo stagionale. Anche nella restante primavera la temperatura dell’acqua risulta bassa e questo si ripercuote nuovamente sul clima delle zone costiere.
Nei mesi di dicembre e gennaio il mare esercita quindi un’azione mitigatrice, mentre in primavera questo non succede. Il riscaldamento solare risulta efficace solo sulla terraferma dove il calore viene immagazzinato quasi subito.
Capita spesso nei mesi primaverili di registrare temperature più elevate nelle zone interne piuttosto che in prossimità delle coste. Lo stesso criterio vale per stabilire la massima temperatura annua, sempre del mare. Questa non si ha nei mesi di luglio e agosto, ma tra settembre e la prima parte del mese di ottobre, quindi all’inizio dell’autunno.
Autore : Paolo Bonino