00:00 8 Febbraio 2018

Accadrà davvero qualcosa di GELIDO nell’ultima parte di febbraio?

Il riscaldamento stratosferico, per quanto conclamato, potente e raro, non sembra al momento in grado di determinare sconquassi pazzeschi in troposfera. L'unico segnale ci arriva dal modello americano dopo la metà del mese.

Accadrà davvero qualcosa di GELIDO nell’ultima parte di febbraio?

A fronte di un riscaldamento stratosferico così prepotente e raro a vedersi, indubbiamente ci aspettavamo una risposta in sede troposferica di quelle altrettanto crude, di stampo invernale, invece i segnali stentano a manifestarsi, pur ritrovandosi da metà mese in alcune mappe del modello americano.

Intendiamoci però: il riscaldamento stratosferico è di quelli super, la risposta in troposfera sembra legato a qualche moderato colpo di coda invernale con componente orientale, nulla di più.

In un periodo in cui al Polo si concentrano masse d’aria ancora particolarmente gelide, ci aspettavamo comparissero dalle carte valori termici di almeno -20°C a 1500m, in grado di dilagare su tutto l’est europeo, invece questi valori si scorgono solo in qualche rara mappa perturbatrice.

Comunque sia, se dovessimo fidarci del modello americano, da sabato 17 il fiume di correnti occidentali verrebbe arginato dalla costruzione di un ponte anticiclonico Azzorre-Scandinavia, in grado di veicolare da est impulsi freddi a ripetizione verso il centro del Continente e sin sul nord Italia, molto meno sulle nostre regioni centrali e al sud.

La fase antizonale, cioè caratterizzata da correnti che vanno da est verso ovest, potrebbe proseguire per gran parte della terza decade del mese, favorendo l’approfondimento di depressioni in sede mediterranea, foriere anche di nevicate laddove le temperature lo consentiranno.

Oltre questo schema barico non è lecito al momento "immaginare". Seguite comunque tutti gli aggiornamenti!

Autore : Alessio Grosso