400 morti in Nepal, la Cina meridionale invasa dalle acque, ma…non c’era la nube tossica?
Le ultime parole famose...
Fino a 48 ore fa si parlava di una diminuzione delle piogge monsoniche dovuta alla presenza della nube tossica sull’Asia che avrebbe limitato gli effetti dell’insolazione e dunque del riscaldamento al suolo.
Si indicava uno strato più freddo nei bassi strati ed uno più caldo alle quote medie con la creazione di uno strato di inversione termica che poteva inibire le formazioni nuvolose con rischio di prolungata siccità.
A smentire tutte queste preoccupanti considerazioni è arrivato il monsone sull’India con piogge alluvionali laddove il sollevamento orografico concentra la massima umidità, vale a dire nella regione montuosa del Nepal, dove si contano oltre 400 morti e 250 mila persone sono state evacuate.
La notizia dell’alluvione ha lasciato nell’imbarazzo i sostenitori della teoria appena esposta che si stanno riorganizzando per elaborare una nuova spiegazione. Il motivo di piogge tanto abbondanti sarebbe da ascriversi all’ampia disponibilità di nuclei di condensazione che la gigantesca nube avrebbe messo a disposizione del vapore acqueo.
Ma non c’è solo l’India ad essere investito dalle piogge monsoniche: un corpo nuvoloso dal Mare Cinese meridionale ha investito il sud della Cina provocando la morte di ben 77 persone e gravi inondazioni.
Certo la vasta nube figlia dell’inquinamento ambientale esiste ma definire frettolosamente quali poasano essere le alterazioni climatiche che comporterà è stata un’imprudenza.
Autore : Alessio Grosso