00:00 13 Agosto 2002

La notte del 13 novembre 1854

La tempesta del 14 novembre 1854, durante la guerra di Crimea, produce un'inchesta internazionale che prelude alla creazione dell'Organizzazione Mondiale Meteorologica

La notte del 13 novembre 1854

La notte del 13 novembre 1854 era stata caratterizzata da forti piogge e da basse temperature, ma la mattina del 14 si presentava meglio: alle 5, il cielo era sereno, si vedevano le stelle
e una porzione di luna. L’assedio di Sebastopoli durava ormai da un anno, e la guerra di Crimea continuava.
Gli eserciti francesi, inglesi, turchi e piemontesi pativano freddo,acqua e neve.

La tregua meteorologica della mttina del 14 duro’ poco: in breve riprese a piovere piu’ violentemente che mai, con vento fortissimo che faceva rotolare barili e carriaggi in tutti gli accampamenti, strappando le tende e lasciando i soldati allo scoperto.

Verso sera, la temperatura si abbasso’ e la pioggia e grandine si trasformarono in neve.
Ma il peggio capito’ alle navi alla fonda, che strapparono gli ormeggi e si infransero sugli scogli o semplicemente affondarono. In tutto si persero 38 navi mercantili e militari; piu’ di 400 marinai morirono. Le perdite di materiale, polvere, munizioni, viveri furono ingenti.
Tanto grandi, che lo Stato Maggiore francese temette per le sorti della guerra.
La preoccupazione spinse il Maresciallo Vaillant a rivolgersi al direttore dell’Osservatorio di Parigi, Urbain Le Verrier (1811-1877,forse il piu’ famoso astronomo dei suoi tempi per la sua scoperta del pianeta Nettuno) perche’ svolgesse un’inchiesta su quella tempesta, e per sapere se fosse stato possibile evitarla.

Le Verier si rivolse a tutti i meteorolgi d’Europa, chiedendo loro
di fargli avere tutte le informazioni che avessero potuto raccogliere sullo stato dell’atmosfera nei giorni dal 12 al 16 novembre.

L’Osservatorio di Parigi ricevette piu’ di 250 rapporti, provenienti da tutte le parti d’Europa.
Elaborando i dati, Le Verrier si accorse che la tempesta si era gia formata il 12, nel Nord-Ovest dell’Europa, che poi in tre giorni si era spostata fino al Sud-Est, sulla Crimea appunto.
Se fossero state attive delle comunicazioni telegrafiche tra Vienna e la Crimea, forse il disastro si sarebbe potuto, se non evitare, almeno limitare.

Il 16 febbraio 1855 faceva approvare dall’Imperatore la creazione di una rete di stazioni meteorologiche, che dovevano permettere la redazione di bollettini meteorologici destinati alla navigazione.
Il servizio entro’ in funzione nel 1856; gia’ l’anno dopo lo scambio di informazione era esteso ad altri Stati. Nel 1865 la rete comprendeva gia’ 59 stazioni, che permettevano di stabilire
carte barometriche e dei venti. Per queste sue benemerenze Le Verrier e’ considerato il padre della collaborazione internazionale in campo meteorologico.
Autore : Bruno Stucchi