00:00 18 Agosto 2009

Le incudini “buone” e quelle “cattive” nei temporali

Dalle incudini dei cumulonembi è possibile capire quanto sia forte un temporale.

Spesso le incudini dei cumulonembi più che costituire un pericolo sono un segnale importante circa l’intensità del temporale che potrebbe scatenarsi nella nostra zona.

Un’incudine sfilacciata, composta da cirri falsi e ben visibile a grande distanza dal punto di osservazione, non deve farci temere circa la pericolosità del temporale.

Spesso si tratterà della normale distensione di cumuli ad evoluzione diurna in una normale giornata estiva in cui sia presente un minimo di instabilità dell’aria che favorisca il distacco delle termiche e ne sostenga la salita sino al raggiungimento del punto di condensazione all’origine della formazione della nube cumuliforme.

Un forte vento alle quote medie può portare al disfacimento laterale del cumulo prima che esso raggiunga il tetto della tropopausa e distenda orizzontalmente l’incudine.

Le incudini sono costituite in prevalenza da cristalli di ghiaccio e da una piccola parte di goccioline d’acqua sopraffuse.

Un cumulo maturo, meglio noto come capillatus incus, può avere incudini spesse e compatte senza sfrangiature cirriformi. In questo caso il segnale è più preoccupante; significa che l’aria in quota è più umida, il temporale sarà più intenso e quasi sicuramente produrrà locali grandinate.

Anche dall’incudine cadono precipitazioni che saranno più importanti, quanto più umida sarà l’aria che attraverseranno le gocce di pioggia per raggiungere il suolo. Talvolta delle incudini cadono anche alcuni chicchi di grandine.

La forza di un temporale si vede anche dall’inclinazione che assumono le incudini nella fase preparatoria del temporale e per quanti km si allontanano dalla base del cumulonembo. Un asse temporalesco obliquo è il segnale di forti contrasti termici alle varie quote della troposfera e fanno ipotizzare intense avvezioni di aria caldo-umida tese ad alimentare la cellula.

Anche i cumulus congestus, nubi a sviluppo verticale di dimensioni ed altezze più modeste, possono generare incudini, in quel caso dovremo pensare ad una elevata instabilità dell’aria e a temporali imminenti.
Dal congestus può anche staccarsi anche un piccolo “ciuffo” nuvoloso che segna che la trasformazione in calvus e il relativo ghiacciamento della sua sommità è ormai prossimo. Tecnicamente questo fenomeno si definisce “fibrillazione”.
Autore : Alessio Grosso