I lettori ci scrivono…
Le vostre lettere.
Buon giorno dr. Grosso, ma questo annuale copione oltre che fare male alla natura e fare felici gli animi degl italioti, credo sia un disco rotto per voi del mestiere: intravedere una rottura (già più volte da fine agosto) E POI sistematicamente dover smentire, deve divenir un lavoro quasi noioso, in quanto da mesi e mesi e mesi non si saprebbe in pratica cosa aggiungere a questa dannosa monotonia: passati gli inferni di caldo le notizie divengono scialbe, speriamo in un novembre almeno sotto i 20 gradi e qualche rugiada.
Cordialità
Amalia
RISPONDE ALESSIO GROSSO: gentile Amalia, condivido ogni parola delle sue osservazioni. Un tempo così piatto, specie al nord e nel catino padano, dove ormai si concentrano milioni e milioni di persone, non può che nuocere a tutti, in primis ad anziani e bambini. Certo il sole ed il tepore invitano ad uscire, ma cosa respiriamo fuori? Qualcuno ieri mi ha detto: “meglio respirare un po’ d’aria inquinata che mangiare pesce ai metalli pesanti”. Francamente non lo trovo molto diverso.
Un piccolo paese immerso in uliveti secolari e pascoli ormai abbandonati, adagiato sulla sommità di una collina nell’entroterra ligure di ponente. Ecco dove abito con la mia famiglia e con i miei bambini: due e uno in arrivo! Amo questo piccolo paese, abitato solo da meno di duecento anime, amo la natura, amo la pioggia e la meteo. Ogni anno aspetto con ansia l’arrivo dell’autunno, l’arrivo di una bella perturbazione o, come usa in questi ultimi anni, di una bella depressione mediterranea che calmi la sete a questa terra arida e spesso infuocata. Cerco di trasmettere ai miei bimbi l’amore che io ho per l’ambiente e per la natura. Assistono con me ai parti delle caprette, alla schiusa delle uova delle galline, alla nascita dei coniglietti… Sebbene siano molto piccoli (quattro e due anni)hanno già nel sangue la stessa passione che io ho per l’autunno, per la pioggia, per i temporali e per la neve. Amano la natura in tutte le sue manifestazioni, anche loro non vedono l’ora che arrivi un bel temporale scaccia estate. Credo che sia compito dei genitori insegnare ai bimbi che devono rispettare ogni essere vivente ed amare il sole, le nuvole, la pioggia e la neve. Complimenti per il vostro sito, senza non potrei proprio stare. (…)
Fabrizio Viani
RISPONDE ALESSIO GROSSO: grazie Fabrizio e complimenti per le splendide cose che sta insegnando ai suoi figli.
Caro Alessio,
seguo ormai da anni, con notevole interesse, i tuoi continui richiami inneggianti alla natura, agli eventi meteo, alla preoccupazione per lo scioglimento dei ghiacciai, in ultimo ho anche letto il tuo articolo sui bambini stressati….Tutto vero, purtroppo. Vivendo in città si è perso il rapporto fondamentale con la natura, i ritmi sono stressanti, frenetici, i figli da portare a scuola, il traffico, il lavoro; tutto è massificato e improntato a un consumismo fine a se stesso. A chi non verrebbe in mente di fuggire da tutto questo per rifugiarsi in paesino sperduto in mezzo alla natura? Il problema è come fare con il lavoro e allora se decidi di cambiar casa la cerchi in un raggio di 10 Km, altrimenti ti stressi a fare il pendolare. Magari poter vivere in montagna, lontano dal caldo, dalle zanzare fino a novembre, dal traffico impazzito di auto e motorini, dai continui rumori di mal riuscite fiere e feste cittadine. Come fare a rompere gli schemi e ritrovare la perduta serenità interiore? Cosa consigli di fare?
Un caro saluto
Dimitri Bardi
RISPONDE ALESSIO GROSSO: non è facile dare un consiglio. Il nodo è proprio questa forte dipendenza dalla città, soprattutto per chi in città ci è nato. Oggi in montagna ci sono molte possibilità in più di lavoro rispetto solo ad una trentina di anni fa, ma sono quasi tutte nell’ambito turistico. La serenità interiore potrebbe venire da una seconda casa al mare o ai monti, ma non è facile adattarsi ad uno stile di vita così diverso dopo essere stato per una vita in mezzo ai clacson. Io ho fatto parzialmente questo passo, ma quando hai famiglia deve tener conto delle esigenze di tutti e non è facile. Evitare comunque le fiere e le tristi feste cittadine non potrà comunque che far bene alla psiche. La musica è anche un rifugio alla mediocrità di certe giornate, specie se il tempo, come sta accadendo, non aiuta.
Autore : Redazione