Meteo a 15 giorni: le mosse del Generale Inverno tra gennaio e febbraio
Il periodo a cavallo tra la fine della mensilità corrente e l'esordio di febbraio, terzo ed ultimo mese di inverno meteorologico, potrebbe proseguire sotto l'influenza delle masse d'aria fredda di origine polare-marittima che dai settori canadesi e groenlandesi, punterebbe dritta verso l'Europa centrale e l'Italia. Il freddo risulterebbe soltanto moderato ma le occasioni di NEVE diverrebbero frequenti sia su Alpi che su Appennino.
Addentrarsi nei meandri delle previsioni a lungo termine, risulta sempre un’operazione complicata, spesso e volentieri resa ancor più difficoltosa nei momenti in cui l’Europa e l’Italia si trovano interessate da regimi ciclonici che per loro stessa natura, sono ancora più difficili da comprendere nelle loro evoluzioni future.
In merito proprio al LUNGO TERMINE, nell’ultima settimana i centri di calcolo previsionali americani ed europei ne hanno viste un po’ di tutti i colori, proponendo dapprima l’intervento di masse d’aria continentali, poi un’eccessiva ingerenza anticiclonica di natura azzorriana ed infine come oggi, una forte influenza di masse d’aria dalla origine polare-marittima, poco fredde al suolo ma molto fredde in quota. Proprio dal sopraggiungere di queste masse d’aria sull’Europa, deriverebbero condizioni di spiccata instabilità atmosferica che potrebbe (e lo ribadiamo POTREBBE) interessare l’Italia e l’Europa nel periodo compreso tra la fine di gennaio e l’esordio di febbraio.
In questo panorama previsionale, risulta difficile avere sul Mediterraneo centrale nuove incursioni dell’alta pressione oceanica con le stesse modalità avvenute recentemente; in questa sede l’alta pressione potrebbe recitare un ruolo del tutto marginale, limitandosi ad interessare l’estremo lembo occidentale dell’Europa (Spagna occidentale – Portogallo) lasciando i settori centrali del continente e quindi anche l’Italia, in balia di condizioni instabili e depressionarie.
Quest’oggi i centri di calcolo americani ed europei, affidano quasi esclusivamente all’aria polare-marittima, la responsabilità di mantenere la stagione invernale viva ed attiva lungo lo stivale italiano.
In questo contesto l’alta pressione delle Azzorre, in buona parte ritirata sull’oceano Atlantico, agevolerebbe la discesa delle masse d’aria più fredda che dai settori canadesi e soprattutto groenlandesi, punterebbe dritta verso il Mediterraneo centro-occidentale. Gli effetti instabili portati da tali masse d’aria, sembrerebbero indirizzati principalmente alle regioni meridionali ed ai versanti adriatici ,ma la partita rimane comunque aperta e basterebbe uno shift di qualche centinaio di chilometri di tutto l’apparato depressionario, per ribaltare completamente lo scenario previsionale italiano.
Ulteriori particolari con l’aggiornamento della sera.
Autore : William Demasi