00:00 6 Dicembre 2014

MARTEDI 9 DICEMBRE: il “rischio” neve si sposta al nord-ovest

Il fronte freddo potrebbe avere un ingresso più occidentale sul Mediterraneo. Al momento le regioni più coinvolte sembrano essere le nord-occidentali e la Sardegna, ma la situazione è ancora in evoluzione.

E’ sempre difficile stilare una previsione quando le correnti hanno matrice settentrionale. Basta un leggero spostamento della colata fredda per avere grosse ripercussioni sulla scena meteorologica locale.

Se poi ci aggiungiamo che l’Italia è un paese orograficamente tormentato, il quadro tende a complicarsi ulteriormente.

La situazione è ancora in evoluzione, ma le analisi odierne propendono per un ingresso più occidentale del nucleo freddo, che andrebbe a colpire prima il nord-ovest, poi la Sardegna (e parte del Tirreno) e successivamente la Sicilia e il meridione.

La prima cartina ci mostra le precipitazioni (piovose e nevose) attese in Italia tra la mezzanotte e le ore 7 di martedì 9 dicembre. I valori più intensi saranno ubicati in prossimità del nord-ovest, stante la formazione di un minimo barico in corrispondenza del Mar Ligure, per via dello specchio di mare ancora troppo caldo.

Rovesci agiranno anche sulla Sardegna occidentale, mentre lungo il Tirreno il tempo tenderà a peggiorare con le prime precipitazioni sul mare.

Veniamo adesso alla complicata questione della neve. Se le cose andassero nella maniera contemplata oggi dalle carte, le nevicate più importanti si avrebbero tra le Alpi Marittime, le Alpi occidentali e l’Appennino Ligure tra i 500 e i 700 metri (solo localmente a quote inferiori in caso di rovesci intensi).

L’Appennino Emiliano-Romagnolo, che fino a ieri sembrava il maggior beneficiario dei bianchi fiocchi potrebbe ricevere solo una spruzzata sopra gli 800-1000 metri.

Spruzzate di neve saranno altresì possibili sopra gli 800-900 metri sull’arco alpino orientale, mentre altrove le possibilità di avere nevicate saranno scarse.

Ricordiamo a tutti che la situazione è ancora in evoluzione. Nei prossimi due giorni vedremo se confermare o smentire questa nuova linea di previsione.

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Autore : Paolo Bonino