00:00 20 Novembre 2014

MALTEMPO: rischiamo una nuova alluvione a fine mese?

Una nuova e pesante fase di maltempo potrebbe interessare l'Italia verso la fine del mese. Ecco tutti i dettagli.

MALTEMPO: rischiamo una nuova alluvione a fine mese?

Prima di iniziare la nostra analisi facciamo un paio di premesse: al momento si tratta solo di una linea di tendenza (stante la distanza previsionale elevata), anche se contemplata più o meno da tutte le elaborazioni questa mattina.

Il blu che vedete nella cartina non significa freddo al suolo, bensi aria fredda alle quote superiori che genera instabilità e tempo perturbato dove colpisce.

Il periodo di quiete che stiamo attraversando dovrebbe durare fino alla metà della prossima settimana, una provvidenziale tregua alle precipitazioni al limite dell’eccezionalità che hanno interessato alcune regioni nei giorni scorsi.

Si tratterà, appunto, solo di una tregua. L’Oceano Atlantico sembra un leone in gabbia e cercherà in ogni modo di tornare alla ribalta sulla scena meteo italica ed europea.

A partire dalla giornata di mercoledì 26 novembre, le correnti atlantiche inizieranno a spingere, portando le prime piogge sulle Isole e sui settori di ponente. Successivamente, il maltempo avrà una vera e propria escalation sull’Italia, che raggiungerà il suo culmine tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre.

La cartina sopra riportata evidenzia la situazione sinottica prevista oggi dal modello americano per la giornata di domenica 30 novembre. E’ una situazione di intenso maltempo che andrebbe a colpire le zone già duramente martoriate dai nubifragi delle settimane scorse.

Il dato positivo sarà rappresentato dalla quota neve. Con geopotenziali così bassi, i bianchi fiocchi scenderanno sui rilievi del nord a quote non troppo elevate. Il rischio di nuovi eventi intensi, tra cui nubifragi, dissesti ed eventuali esondazioni, sarà purtroppo da mettere in conto, specie al nord e lungo le regioni del versante tirrenico.

Con le prossime uscite modellistiche ci auspichiamo uno spostamento ad est di tutta la struttura. In questo modo il "pescaggio" delle correnti meridionali sarebbe meno crudo e le precipitazioni di conseguenza meno intense e persistenti, a scapito di una situazione più fredda.

 

Autore : Paolo Bonino