Maltempo e aria fredda in arrivo, ecco dove nevicherà nelle prossime ore
La prima perturbazione giunta dall'Atlantico introdurrà tra domenica e lunedì aria polare marittima, che darà luogo ad una generale flessione delle temperature e al'estensione delle nevicate a tratti fino a quote medio-basse a partire dalle Alpi.

Prima l’aria tiepida, poi quella più fredda. Questa è la sequenza che caratterizzerà la giornata di domenica 23 marzo, seguita poi da un ulteriore calo delle temperature in quella di lunedì 24 marzo (ad eccezione del nord-ovest).
Domenica mattina spruzzate di neve fino a 700-800 metri sull’alta Valle d’Aosta e rilievi ossolani, ma con precipitazioni in rapida attenuazione per inserimento del vento da nord che porterà rasserenamenti. Nevicate più consistenti invece in mattinata sul settore alpino lombardo fino a 800 metri con successiva attenuazione dal pomeriggio.
Sotto torchio le Alpi orientali, dove fioccherà tutto il giorno con quote in calo da 1000-1200 metri fino a 700-800 metri.
Spruzzate di neve attese fino a 1000 metri anche sull’Appennino settentrionale, mentre su quello centrale avranno luogo le prime nevicate con limite in calo fin verso i 1500-1600 metri, ma con successivo limite in calo fino a 1200 metri. Tra pomeriggio e sera fiocchi attesi fino a 900-1000 metri anche sui monti della Sardegna.
Lunedì 24 sarà una giornata caratterizzata dall’ulteriore afflusso di aria fredda: sulle Alpi spruzzate di neve portate da nord a ridosso dei settori di confine con Svizzera e Austria (limite fino 500 metri), in Appennino rovesci di neve a carattere sparso sul settore emiliano-romagnolo, fino a 700-900 metri, su quello centrale, fino a 800-900 metri, e su quello meridionale 1000-1100 metri.
Come spesso accaduto anche nella recente stagione invernale, le cumulate nevose più consistenti sono attese sul settore lombardo delle Alpi Retiche, dve potrà anche cadere mezzo metro di neve fresca nell’arco di 48 ore. Segue a ruota il comparto altoatesino con 40-45 centimetri di spessore atteso da 1500 metri in su. In Appennino alla stessa quota attesi fino a 20-30 centimetri con picco sul comparto centrale, specie al confine tra Lazio, Abruzzo e Molise.
Autore : Luca Angelini