Clima: il futuro è scritto ad alta quota
Dati di rilevante importanza scientifica sono reperibili tramite il rilevamento d'alta quota, che possono fornire la chiave di studio sui cambiamenti climatici in atto e futuri.
Acqua e atmosfera: lo studio dei cambiamenti climatici parte dalle alte quote e passa per acqua e criosfera (ghiaccio). Questa la conclusione a cui sono giunti gli scienziati e i luminari provenienti da tutto il mondo, che si sono confrontati di recente a Lecco durante la conferenza "High Summit".
Le montagne possono aiutarci a condurre nel modo più corretto questo studio. E’ infatti fondamentale che la ricerca d’alta quota si concentri in particolare sulle precipitazioni, sulla disponibilità di acqua, sull’osservazione atmosferica e sui componenti della criosfera, ghiacciai permafrost e neve.
Essenziali sono i dati raccolti dalle stazioni climatiche nelle regioni montane, specialmente riguardo gli inquinanti di breve durata, la riduzione dei quali potrebbe portare ad immediati benefici per il clima e per le aree particolarmente sensibiliai cambiamenti climatici. In questa prospettiva è fondamentale assicurare la prosecuzione della attività di ricerca scientifica in montagna con il supporto di governi e istituzioni e implementare il coordinamento con le agenzie internazionali.
I dati, i risultati dei modelli previsionali e le conoscenze prodotte saranno resi disponibili alla comunità scientifica e ai responsabili politici al fine di ottenere previsioni affidabili sul futuro delle montagne e dell’intero pianeta, per sviluppare adeguate misure di conservazione, gestione, e adattamento, anche da parte dell’uomo.
Questi temi verranno ulteriormente approfonditi in una prossima nuova conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sul Cambiamento climatico che si terrà a Varsavia dall’11 al 22 novembre. Per l’Italia parteciperà il Comitato EvK2Cnr, presieduto da Agostino da Polenza.
Autore : Luca Angelini