Estati da record, perchè è difficile un 2003 bis?
La lunga estate calda del 2003 sul Mediterraneo e in Italia non trova paragoni in quelle avvenute negli anni successivi, esattamente come con quelle precedenti.
A volte ritornano, ma per fortuna a nostro favore giocano anche le probabilità. Statisticamente un’estate come quella del 2003, in termini di intensità e di durata, ha tempi di ritorno lunghissimi, dell’ordine di diversi decenni. Ma se il Mediterraneo ha avuto la sua dose in quell’anno memorabile, la Russia potrebbe benissimo ricordare il 2010, quando l’estate caldissima fu accompagnata da incendi devastanti, mentre il nord america potrebbe senz’altro additare quella del 2011 e questo primo scorcio del 2013, con i quasi 50°C in Arkansas e gli oltre 56°C nella Death Valley meteolive.leonardo.it/news/Sotto-la-lente/9/Climi-estremi-la-dove-la-temperatura-sale-oltre-i-50-gradi/42167/. Insomma a ognuno al sua estate terribile.
Cosa accade in questi casi, quando la nostra estate al posto di essere gradevole e godibile diventa un incubo insopportabile e interminabile? Spesso il tutto fa capo a una serie di concause legate in fase tra loro. Esistono motivi a larga scala, dove giocano un ruolo determinante le vicende della meteorologia tropicale e le anomalie delle correnti oceaniche. Si aggiungono poi motivi a scala sinottica, con le alte pressioni instauratesi in virtù del passo precedente che deviano sistematicamente i flussi freschi e instabili, relegandoli alle zone polari e comunque alle alte latitudini.
Si aggiungono poi elementi alla mesoscala (scala sub-regionale), cui possiamo annoverare azioni di blocco da parte delle catene montuose, nonchè quelle operate dalle forti anomalie termiche dei nostri bacini marittimi, scaldati a dismisura da un sole implacabile. Non ultime dobbiamo senz’altro annoverare anche cause locali, che possono essere anche estese sul territorio, dove la mancanza del ricambio d’aria per settimane o mesi e l’assenza cronicizzata di precipitazioni che rende i terreni aridi in profondità, causano un ulteriore accumulo di calore e di aria molto secca. Quasi un punto di non ritorno.
Come vedete sono situazioni limite, per nostra fortuna, il cui intreccio di concause è difficile a ripetersi a breve. Dopo quell’anno però, ad ogni inizio estate, si ripropone il tormentato rito previsionale: "Sarà un’estate calda come quella del 2003"? Qui, come detto, ci vengono incontro i giochi delle probabilità dunque, se non ci si arriva con le carte, ci possiamo arrivare con i calcoli, i quali ci suggeriscono che per almeno un’ottantina d’anni, per buona pace della tropicalizzazione dilagante, potremo ancora stare tranquilli.
Autore : Luca Angelini