Il tempo da lunedì primo luglio a mercoledì 3: più sole ma ancora temporali nelle aree interne
L'esordio di luglio sarà caratterizzato da una timida espansione dell'anticiclone azzorriano sin verso il Mediterraneo centrale e l'Italia. Il tempo andrà migliorando lungo le coste, nelle isole e sulle aree pianeggianti in generale, presentando ancora degli spunti temporaleschi lungo Alpi e soprattutto Appennini. Su questo articolo cercheremo di spiegarvi il perchè, mettendo in relazione le estati anni 2000', con quelle dei decenni passati. (anni 80', 90')
L’alta pressione delle Azzorre tenterà di estendere la sua influenza al nostro Paese entro i primi giorni di luglio. Il suo dominio si presenterà tuttavia tentennante, anche durante l’esordio del mese estivo per eccellenza che su diversi settori potrebbe presentarsi ancora influenzato da alcuni temporali a prevalente evoluzione diurna. Questi temporali prediligeranno le aree interne e montuose, presentandosi particolarmente attivi tra le ore centrali del giorno e le ore pomeridiane. Lungo le coste e nelle aree pianeggianti il tempo risulterebbe invece migliore, caratterizzato da caldo moderato e condizioni ventilate soprattutto nelle località marittime.
Perchè seguiterebbe a rinnovarsi la tendenza temporalesca sui nostri monti?
L’arrivo dell’anticiclone delle Azzorre si accompagna solitamente a valori di pressione che al suolo risultano più elevati rispetto al collega africano. Spostandoci alle quote superiori tuttavia, l’anticiclone atlantico mostra tutta la propria vulnerabilità, favorendo una maggiore instabilità "di fondo", provocata dalla sostanziale mancanza di un riscaldamento esageratamente forte alle quote superiori. Tale profilo termodinamico favorisce lo sviluppo di temporali durante le ore più calde del giorno (termoconvettivi) agevolati dalla presenza del rilievo montuoso come Alpi od Appennini.
Come mai i temporali saranno favoriti lungo i rilievi a scapito delle coste o delle aree pianeggianti?
L’instabilità pomeridiana trae origine dal forte surriscaldamento degli strati prossimi al suolo, contrapposto alla presenza di temperature relativamente più "fresche" alle quote superiori, in grado di favorire la spinta di galleggiamento. Nel nostro caso il surriscaldamento maggiore avviene nelle vallate interne od al più lungo i pendii esposti al sole. Traggono così origine delle vere e proprie "bolle" d’aria calda che vengono oltremodo favorite nella loro risalita (e conseguente condensazione dell’umidità presente al loro interno) dalla presenza del rilievo montuoso.
Questo particolare tipo di situazioni era molto frequente durante le estati degli anni 80′ e 90′, quando l’anticiclone delle Azzorre riusciva ad espandersi sulle nostre regioni con molta più facilità rispetto quanto è avvenuto negli ultimi anni. L’esordio di luglio mostrerà a grandi linee le medesime caratteristiche che hanno mostrato le estati di quegli anni, facendoci a tratti rivivere degli standard termici ed atmosferici "d’altri tempi".
Al momento le giornate più quotate all’instabilità pomeridiana appenninica paiono essere lunedì primo luglio, martedì 2, e mercoledì 3. Oltre tale data la situazione diviene incerta.
Seguite gli aggiornamenti.
Autore : William Demasi