Urla il vento, soffia la bufera…
L'anticiclone europeo lascia spazio alla depressione "Frost", un nucleo perturbato gelido che si allontanerà verso il meridione con una certa lentezza. Al suo seguito il freddo proverà ancora ad affacciarsi sull'Italia ma lo bloccherà la crisi dell'anticiclone.

Chi dobbiamo ringraziare per tutto il freddo in arrivo? L’anticiclone dinamico europeo nel bene nel male è sempre lui che decide le sorti delle vicende meteo sull’Europa; ovviamente una stretta di mano va anche al collega russo ma la spettacolare distensione verso l’Islanda, questo stupendo muro protettivo contro le incursioni del mite atlantico, lo dobbiamo all’anticiclone dinamico che dai primi giorni di agosto non ha mai cessato di presenziare sulle nostre nazioni. “E su e giò e trick e track”, è sempre lui!
Questa volta regala all’Italia una bella sventagliata di freddo, chiamatelo Burian o come volete, ma è proprio un bel freddo con il nord colpito in pieno da vento e temperature di 10°C sotto la media, qualche fiocco di neve e il centro letteralmente colpito da bufere di neve sugli Appennini, nevicate fin sui litorali, specialmente sul versante adriatico.
Gradualmente anche il sud entrerà nella bagarre e chissà che i bambini di Napoli o di Salerno non riescano a vedere qualche bel rovescio di neve. Di Roma abbiamo già parlato.
L’estremo sud è il nostro dilemma: perchè la depressione, prima di stabilirsi sullo Jonio sabato sera e allontanarsi in direzione della Grecia lunedì, potrebbe inviare una ritornante anche sul nord Italia che alzerebbe di qualche centinaio di metri la quota neve sul meridione ma imbiancherebbe in modo spettacolare il nord Italia sabato.
La cosa non è affatto sicura e rispetto a qualche ora fa nemmeno la Sfera è in grado di pronunciarsi con sicurezza.
Una cosa è certa: lunedì ci sfiorerà un altro nucleo proveniente addirittura dal Mare di Barents e che sembra diretto principalmente sui Balcani.
Per il 18 inoltre si prevede un graduale assottigliamento dell’alta pressione sul suo bordo settentrionale e un suo graduale spostamento verso l’Italia.
Questo significa una fase di stabilità tra mercoledì 19 e venerdì 21 con temperature ancora fredde, ma non più polari come nelle prossime ore.
La scomparsa del blocco atlantico favorirà la ripresa del flusso zonale e metterà ancora a nudo i problemi di un’anticiclone russo che senza l’aiuto di un collega dinamico non riesce proprio ad imporsi.
Fine del freddo per il 22 allora? Possibile anche se qui si entra nella fantameteorologia.
La clamorosa beffa per il nord e le Alpi arriverebbe con la penetrazione di una depressione da ovest associata ad aria molto mite che riporterebbe certamente le precipitazioni ma anche una quota neve terribilmente alta con gelicidio laddove saranno rimaste sacche fredde a causa del forte gradiente barico.
In verità, in verità, la sfera vi dice: sostenete l’alta pressione e sperate nelle ciclogenesi del Mediterraneo, dall’Atlantico arriva solo aiuti per chi sostiene la tesi del riscaldamento globale in tutto e per tutto oppure quella monotonia che ha fatto precipitare la meteo ai livelli di trascuratezza nei quali si trova.
Viva il freddo allora e che svegli le coscienze!
Autore : Alessio Grosso
