00:00 31 Gennaio 2013

L’anticiclone russo-siberiano

E’ lui il protagonista dei veri inverni europei, il più amato dagli appassionati della neve e del freddo, il più ricercato negli ultimi anni.

L’anticiclone russo-siberiano

L’anticiclone russo-siberiano è la figura gelida per antonomasia. Si genera tra ottobre e novembre nelle steppe siberiane più interne del continente asiatico, dove già in quel periodo la temperatura durante il giorno rimane di molti gradi al di sotto dello zero. Il peso crescente dell’aria fredda favorisce la nascita di questa figura così maestosa, dallo spessore di circa 2-3 chilometri che si mantiene fino a primavera inoltrata.

Ebbene osservando le mappe attuali si nota che nei bassi strati del continente euro-asiatico è sempre più evidente la presenza di questa silenziosa e vastissima figura di gelo. L’ottimo innevamento dei suoli europei centro-orientali ha agevolato la rapida perdita di calore nei bassi strati e dunque la formazione di un blocco di aria freddissima, la cui pressione al suolo ha già raggiunto già i 1060hPa oltre gli Urali.

Oltre tale barriera naturale una sterminata distesa di temperature tra i -20 e i -30 ricopre quasi 9 milioni di chilometri quadrati sul continente euro-asiatico, con punte fino a -40 sui settori nord-orientali della Siberia.

Vero, l’inverno si può fare anche senza anticiclone russo-siberiano, si può fare senza indici NAM e senza Nina, tuttavia avere dietro le spalle un tale blocco di gelo depone senz’altro per un finale d’inverno davvero con i fiocchi. Non ci rimane che attendere le prossime mose dell’ "orso" più amato dagli. Di sicuro ne vedremo delle belle.

 

 

Autore : Luca Angelini