Una domenica di grandinate tra est Lombardia e Triveneto e le piste da sci si imbiancano (di grandine)
Forti temporali hanno investito per gran parte della giornata i settori alpini dalla bergamasca verso est, con i maggiori effetti tra Bergamasca e Cadore.
Quella mattina di domenica 15 luglio 2012 non era ancora l’alba e l’atmosfera era davvero irreale. Ci troviamo in una delle più celebri località sciistiche della bergamasca, a Foppolo per l’esattezza, 1600 metri e tante piste da sci che incidono le montagne tutt’attorno. L’atmosfera spaventosa fatta di nubi bassissime nel buio delle 4 o giù di lì, e il sinistro eco dei tuoni che si allontanano, poi si avvicinano e poi si riallontanano, ha fatto da cornice per gran parte della notte.
All’ora del risveglio tutto taceva ma al suolo era deposto un manto bianco di diversi centimetri. Neve? Impossibile, date le temperature. Grandine? Bingo! E che grandinata. Fortunatamente è stata un grandinata fitta ma di piccole dimensioni e non ha creato danni, neanche alle auto parcheggiate (immagine). Tanto è però bastato a far precipitare la colonnina di mercurio sotto i 10°C.
Ben diversa la situazione in Cadore, comparto alpino che ha ricevuto l’epilogo delle grandinate bergamasche. Qui i temporali hanno scoperchiato case, allagato scantinati abbattuto alberi e causato smottamenti. Poi, naturalmente, la grandine, anche qui come neve. I settori più colpiti e danneggiati sono stati appunto il Cadore e l’Agordino.
Insoma una perturbazione d’elite, solo per pochi, ma che ha fatto la voce davvero grossa. E oggi la sua eredità: cieli blu, aria tersa e temperature decisamente frizzanti. Anche questa è l’estate.
Autore : Luca Angelini