L’alta pressione? E’ finita sull’Europa orientale, guardate che temperature…
Tra l'ultima settimana di aprile e i primissimi giorni di maggio raggiunti ripetutamente i 30 gradi su diverse località dell'Europa centro orientale con un'anomalia che ha raggiunto valori superiori alle medie fino a 5-7 gradi.
Ricordate la fiammata anticiclonica nord-africana famosa per la sua denominazione "di origine controllata" Ignaz? Bene, dove era finita in questi ultimi giorni? Non è sparita nel nulla ma ha solo spostato il suo raggio di azione sull’Europa centrale prima e orientale poi. Su tutti i territori interessati dal suo caldo respiro ha battuto diversi record per il mese di maggio.
I primi dati parziali attualmente disponibili indicano valori superiori sino a 5-7°C rispetto alla media stagionale ma attenderemo i resoconti definitivi per una scansione più completa dell’evento. Basti comunque pensare che il muro dei 30 gradi è stato abbattuto per diversi giorni tra il 28 aprile e il 3 maggio su diverse città europee.
Il 28 aprile sono stati raggiunti i 30 gradi a Berlino, i 29 a Varsavia e a Kiev. Il 29 aprile 30 gradi a Varsavia, Kiev e Bucarest, 29 a Praga, Mosca e Odessa. Il 30 aprile ancora 30 gradi a Varsavia e Kiev, con l’aggiunta di Atene. Moltissimi 29 tra i quali segnaliamo quelli di Vienna, Belgrado, Bucarest e Odessa, sul Mar Nero.
Poi arriviamo a maggio: si raffredda la Russia, ma rimane caldo il settore europeo orientale. La punta il primo maggio a Odessa che raggiunge i 31 gradi, poi il 2 maggio i 31 gradi verranno registrati a Bucarest e ad Atene, mentre Belgrado e Odessa sfondano ancora il muro dei 30. "Solo" 29 gradi a Vienna. Il 3 maggio l’area anticiclonica si contrae ulteriormente: rimangono sul filo dei 30 gradi Bucarest, Belgrado e Atene, si ferma a 27 Varsavia.
Arriviamo al 4 maggio con il picchi di 28 gradi che si arroccano alle ore 11.00 sulle sponde del Mar Nero e zone limitrofe tra Bucarest e Odessa. Il resto è storia odierna e attenderemo la fine della giornata per trarre le conclusioni. Il caldo nei prossimi giorni è previsto insistere in Grecia e intorno al Mar Nero, risulterà invece ridimensionato con rientro entro le medie stagionali sul resto dell’Europa.
Autore : Luca Angelini