I vortici dell’atmosfera, cosa sono e che tempo ci portano (seconda parte)
Sono configurazioni a scala sinottica o regionale, tipiche delle quote superiori, ma che hanno la loro rilevanza dell'andamento del tempo anche al livello del suolo. Riassumiamo sinteticamente di cosa si tratta e quali fenomeni ci possono portare.
Nella prima parte abbiamo trattato le configurazioni atmosferiche vorticose focalizzando la nostra attenzione sulle cosiddette gocce fredde in quota, altrimenti note come Upper Level Low. Ora passiamo in rassegna i Vortici di Vapore Acqueo.
Consistono in strutture a scala subsinottica o a mesoscala (scala regionale) con rotazione ciclonica, individuabili essenzialmente per mezzo delle immagini satellitari al vapore acqueo (da qui la denominazione). La vorticità, ossia la componente rotazionale dell’aria che le contraddistingue, può venire fornita da massimi di vento collegati alla Corrente a Getto oppure da mulinelli ciclonici sviluppatisi in quota a causa di flussi paralleli ma provenienti da direzioni opposte,
Nel primo caso si parla di Eddy Vortex, nel secondo di Water Wapour Eyes.
Una terza struttura a vortice di origine del tutto diversa nasce dall’evoluzione di un flusso di aria fredda a seguito del passaggio di un sistema frontale o anche di un flusso freddo lontano da perturbazioni e dotato di vorticità propria. Questa struttura la cui traccia nuvolosa è tipicamente rintracciabile tramite le immagini satellitari per via della classica forma di falce, prendono il nome di Comma (virgola).
Qualora queste strutture in quota si trovino a transitare al di sopra di una zona dove è presente una discontinuità termica, ossia una linea frontale, tendono ad alterare i flussi, costringendo l’aria ad avvitarsi attorno al minimo di pressione, con quella calda che tenderà a risalire verso nord e quella fredda a scendere verso sud: è il processo noto come ciclogenesi. Ne derivano situazioni perturbate legate al transito delle classiche perturbazioni.
Nel caso della Comma, dobbiamo osservare che la struttura vorticosa è sempre legata alla presenza di un vortice di vapore acqueo in quota (di quelli sopra menzionati per intenderci), ma presenta caratteristiche ben visibili anche al suolo: sono i classici impulsi di instabilità post-frontali, dovuti allo sviluppo ciclonico dell’aria fredda in prossimità dell’asse della saccatura principale (vorticità da curvatura). Portano situazioni di forte instabilità, esaltate soprattutto durante la stagione estiva quando possiamo aspettarci i classici rovesci a "campione" che seguono le precipitazioni diffuse legate alla perturbazione principale ormai lontana. Durante l’inverno possono causare rovesci di neve fino a quote basse per rovesciamento convettivo del nucleo freddo di cui sono formati.
Autore : Luca Angelini