00:00 2 Dicembre 2013

Sant’Ambrogio-Immacolata 2011: stesso schema barico, neve in Alto Adige! (VIDEO)

Un muro del foehn davvero molto lungo.

Sant’Ambrogio-Immacolata 2011: stesso schema barico, neve in Alto Adige! (VIDEO)

Vivere l’inverno a cavallo tra nord e sud delle Alpi è davvero il massimo. Da cittadini bisogna il coraggio di farlo, confrontarsi con altre realtà, altri modi di vivere e di pensare, altri modi di concepire il tempo atmosferico. "La gente vuole forzare la mano alla natura" mi dice Luis, barista: "vogliono la neve dal primo novembre per le piste e il paesaggio sempre imbiancato per l’Immacolata" Come dire: al tempo non si comanda.

 

Eppure qui la neve non manca quasi mai: dall’alta Venosta, alla Valle di Fleres, fin su all’Aurina, quando le correnti arrivano da nord-ovest e sono forti può nevicare anche in pieno agosto sino a 1500m. La neve qui era caduta sulla foglia tra l’8 ed il 10 ottobre. 
Subito qualcuno aveva sentenziato: "neve sulla foglia, inverno amaro". E in effetti per quasi 2 mesi non aveva piovuto o nevicato seriamente. Sino ai primi di dicembre quando il panorama è gradualmente cambiato. Si è cominciato con la spruzzata in quota del 5 che ha portato aria fredda e secca, grazie ad un po’ di foehn, in tutta la regione.

Tutto preparava il terreno per il sistema frontale del 7 il cui ampio ed esteso fronte caldo ha dato vita ad una spettacolare nevicata ben oltre la cresta di confine. 

"Fiocca, fiocca anche a Bressanone" mi gridava un amico al telefono. La neve cadeva in realtà tranquillamente sin quasi a Chiusa-Klausen e su tutta l’alta valle dell’Isarco, perchè il getto era forte e il muro del foehn molto lungo. 

I fenomeni più intensi si concentravano però sulla Pusteria e soprattutto in Aurina, Fleres, Ridanna e zona del Brennero. La nevicata è partita all’alba del mercoledì con temperature anche di -2°C a 1000m ed è proseguita per tutto il giorno sino alle 23 con qualche leggera attenuazione.

A tratti prevaleva la pioggia nelle zone più basse o nelle città, come accaduto intorno a mezzogiorno a Brunico. Il paesaggio ritrovava subito il fascino natalizio, specie nei paesi già vestiti a festa come Campo Tures.

Nei boschi, in cui l’unica nevicata sino ad allora era stata quella degli aghi di larice, d’improvviso una coltre nevosa importante cancellava ogni traccia d’autunno. La circolazione ne risentiva, ma un uso intelligente di sale e ghiaia evitava la paralisi. Qui però le gomme da neve non bastano. Molti usano le catene, specie se abitano sui masi scoscesi e soprattutto le sanno montare benissimo, uomini, donne e persino i ragazzini.

L’arrivo del fronte freddo, come spesso avviene in questi casi, provoca un certo rimescolamento dell’aria, che si scalda un po’ per un lieve effetto foehn alle basse quote. Solo sulle creste continuerà a nevicare sino all’alba dell’Immacolata. Il giorno successivo le schiarite porteranno gran freddo anche in pieno giorno, con temperature che invece di salire, complice il sereno e l’innevamento fresco, calano anche verso mezzogiorno nelle zone non raggiunte dal soleggiamento.

L’inverno in alta valle d’Isarco è arrivato.

Autore : Alessio Grosso