Possibile affondo freddo e temporalesco tra 28 e 30 aprile
Molti modelli matematici sposano la linea del blitz temporalesco improvviso su diverse regioni, qualcuno è ancora incerto.
L’ultima settimana di aprile sembra voler chiudere il mese con un colpo di scena degno della stagione primaverile più autentica, quella capace di alternare parentesi miti e soleggiate a incursioni fredde improvvise.
L’anticiclone che sta garantendo stabilità e temperature molto miti nel periodo legato al 25 aprile potrebbe infatti venir preso d’infilata da una saccatura in discesa dall’Artico verso l’Europa centrale e il nostro settentrione.
Secondo la maggior parte degli scenari modellistici, nella serata di martedì 28 aprile questa ondulazione riuscirebbe a sfondare il bordo orientale dell’alta pressione, scavando un’ansa depressionaria proprio a ridosso dell’arco alpino e del Nord Italia, la vedete in questa mappa prevista per l’alba di mercoledì 29 aprile a 5500m tratta dal modello GFS su base grafica Meteologix:

L’ingresso dell’aria più fredda in quota, combinato con il contrasto termico accumulato nei bassi strati, favorirebbe la formazione di piogge e temporali anche intensi, localmente accompagnati da grandinate e raffiche di vento. I fenomeni risulterebbero più diffusi e organizzati nella notte su mercoledì 29, quando l’instabilità raggiungerebbe il suo apice al nord, come vedete da questa mappa del modello GFS su base grafica Meteologix:

Il calo termico sarebbe netto: almeno 10°C in meno rispetto ai valori molto miti registrati in questi giorni, con massime che tornerebbero su livelli più consoni alla media stagionale o persino leggermente inferiori.
Nella giornata di mercoledì 29 il maltempo insisterebbe ancora sul settentrione, puntando a coinvolgere anche le regioni centrali adriatiche, mentre giovedì 30 l’asse della saccatura scivolerebbe verso sud, portando piogge e rovesci più attenuati anche sul Mezzogiorno e sul resto del centro.
Il peggioramento, pur incisivo, avrebbe comunque una durata limitata: un vero e proprio blitz, rapido ma capace di lasciare il segno sia in termini di fenomenologia sia per l’improvviso raffreddamento.
La sua attendibilità attuale è del 65% (media)
Va detto che una parte minoritaria dei modelli continua a mostrare una certa resistenza dell’anticiclone, ipotizzando un attacco più smorzato o addirittura respinto. Tuttavia, allo stato attuale, la maggioranza delle simulazioni converge su uno scenario perturbato tra il 28 e il 30 aprile, con un coinvolgimento più marcato del Nord e poi del Centro.
Superata questa parentesi instabile, la tendenza per il Ponte del Primo Maggio appare più rassicurante: l’anticiclone tornerebbe progressivamente a distendersi verso l’Italia a partire dal settentrione, riportando condizioni più stabili e un nuovo rialzo delle temperature. La rimonta non sarebbe immediata né uniforme, ma il quadro generale sembra orientarsi verso un miglioramento diffuso proprio in coincidenza con l’avvio di maggio, quando la Penisola potrebbe ritrovare un’atmosfera più tranquilla e tipicamente primaverile.