FREDDO da est con risvolti perturbati dal 17 marzo
Crescono le possibilità di un rientro di aria fredda dai quadranti orientali sull'Italia con conseguenze piovose e nevose.

La seconda decade di marzo non vuole passare inosservata. Tra il 14 e il 15 marzo parte dell’Italia sarà investita da una fase di maltempo anche severo, con piogge abbondanti, temporali e venti forti che colpiranno segnatamente il nord-ovest, le Isole Maggiori e il Sud. Una perturbazione ben strutturata, sospinta da aria piuttosto fredda e instabile e da un minimo di pressione al suolo, attraverserà infatti il Mediterraneo occidentale, innescando fenomeni localmente intensi e un generale peggioramento del tempo.
Ma non è tutto. Subito dopo questo passaggio perturbato, lo scenario potrebbe cambiare nuovamente, aprendo la strada a un’evoluzione più fredda.
Dal 17 marzo possibile irruzione fredda da est
I modelli iniziano a delineare un secondo atto della dinamica atmosferica: dal 17 marzo aria fredda da est potrebbe raggiungere l’Italia a più riprese, richiamata dalla presenza di un vortice depressionario nell’area mediterranea.
Il risultato sarebbe una fase più fresca e instabile, con rovesci di neve in montagna e piogge sparse in pianura, tipiche delle irruzioni tardive di marzo.
Modelli divisi, segnale comune
La difficoltà principale riguarda la distribuzione degli effetti. Le emissioni modellistiche divergono ancora:
- alcuni scenari privilegiano Nord e Adriatico, con fenomeni più frequenti e temperature in calo;
- altri concentrano l’azione sul Centro-Sud, dove il vortice mediterraneo potrebbe risultare più incisivo;
- non mancano simulazioni che vedono un coinvolgimento più netto del Nord Italia, specie tra Alpi e pianure interne.
La dispersione è ampia, ma il segnale freddo è presente in tutte le principali corse: cambia solo la traiettoria.
Vediamo allora un paio di scenari per comprendere meglio cosa potrebbe accadere: il primo è quello di GFS su base grafica Meteociel, previsto per la serata del 17 marzo, dove si vede il freddo colpire soprattutto il centro-sud e riportare la neve sotto i 1000m in Appennino:

Ed ecco invece la visione del modello ECMWF su base grafica Meteociel per lo stesso intervallo temporale, dove si nota un minor interessamento del centro-sud e una massa d’aria più fredda puntare il settentrione e l’Adriatico:

La media degli scenari vede questo rientro freddo da est, pur di portata inferiore a quello segnalato dalle emissioni ufficiali.
Che tipo di freddo?
Non si tratterebbe di un’ondata gelida, bensì di un raffreddamento tardivo, capace comunque di:
- riportare nevicate in montagna, localmente sotto i 900 metri;
- generare instabilità sparsa con rovesci e temporali;
- far scendere le temperature anche di 6-10°C rispetto ai valori attuali.
Un classico colpo di coda invernale, inserito in un mese che alterna fasi primaverili e ritorni freddi con grande rapidità.
Sintesi finale
- 14–16 marzo: maltempo anche severo su nord-ovest, Isole e Sud, con piogge intense e vento forte.
- Dal 17 marzo: possibile fase fredda da est, modulata da un vortice mediterraneo.
- Modelli ancora discordi sulla distribuzione dei fenomeni, ma segnale freddo ben presente.
- Evoluzione da seguire con attenzione: la seconda metà del mese potrebbe risultare molto dinamica con più di una irruzione fredda da est.
- Attendibilità: freddo in rientro da est (55%), risvolti perturbati tutti da comprendere ed inquadrare meglio.
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