L’esperto meteo: ottobrata mite? Al momento si vede solo maltempo
Le ultime emissioni modellistiche confermano un avvio di ottobre instabile e dinamico, con piogge, vento e clima fresco su gran parte d’Italia.
Le ultime emissioni modellistiche confermano un avvio turbolento per la prima decade di ottobre, con scenari meteorologici che delineano una sequenza dinamica e poco favorevole alla stabilità atmosferica.
Fase 1: Vortice freddo sull’Adriatico e Sud Italia
Tra il 1° e il 3 ottobre, un nucleo di aria fredda in discesa dai Balcani attiverà un vortice depressionario sul medio Adriatico e sulle regioni meridionali. Attese condizioni di instabilità diffusa, con rovesci sparsi, clima ventilato e temperature sotto la media stagionale. Il Nord-ovest e il versante tirrenico centrale godranno invece di un tempo più asciutto e stabile, anche se ventilato e fresco. Qui le temperature previste per giovedì 2 ottobre a 5500m:

Fase 2: Rimonta anticiclonica modesta tra il 4 e il 5 ottobre
Un temporaneo rialzo della pressione atmosferica, favorito da una parziale rimonta dell’anticiclone, potrebbe garantire un miglioramento generale nel week-end 4 e domenica 5. Il sole tornerà protagonista su gran parte della Penisola, accompagnato da un clima più mite e gradevole, ma non tutti i modelli prevedono un’evoluzione simile. Secondo il modello ECMWF ci sarà già un nuovo guasto entro domenica 5 che invece il modello GFS posticipa di 36-48 ore.
Fase 3: nuova perturbazione in arrivo dal 6 ottobre per il modello GFS
La tregua sarà breve: tra lunedì 6 e martedì 7 ottobre, una nuova saccatura atlantica farà irruzione sul Nord ovest e sulla Toscana, portando piogge diffuse e un nuovo peggioramento. Il maltempo si estenderà rapidamente alle regioni centrali e alla Campania, con scenari che suggeriscono un ritorno a condizioni perturbate su larga scala. Qui un esempio delle precipitazioni previste dal modello ECMWF per questa ondata di maltempo del 6 ottobre (che il modello già anticiperebbe al 5): notate le precipitazioni abbondanti tra Liguria e Toscana, ma anche la neve sulle Alpi piemontesi:

Cosa dicono i modelli
Le medie ensemble dei principali modelli numerici (ECMWF, GFS, ICON), pur con differenze a livello di tempistica (più che normali vista la distanza temporale) convergono su questa evoluzione, evidenziando l’assenza di strutture anticicloniche robuste in grado di bloccare le incursioni instabili. L’ottobrata, almeno per ora, sembra un miraggio.
Riassunto schematico:
