Le proboscidi della paura: i TORNADO
Assistere ad un tornado può essere un'esperienza traumatica, specie per un bambino.
Mucche che volano, macchine sollevate come fuscelli, case rase al suolo, vegetazione sconvolta. Sono le scene del famoso film “Twister” ma il tornado non è affatto una finzione cinematografica ma un fenomeno drammatico che ogni anno negli Stati Uniti costa la perdita di vite umane.
I tornado si originano nell’ambito dei temporali a supercella.
Uno “shear” ben sviluppato può indurre una tale rotazione nel nucleo temporalesco da provocare la discesa della classica proboscide verso il suolo.
I tornado più importanti si originano dalla nube a muro (o wall-cloud), presente nei temporali a supercella.
Se la proboscide tocca il suolo, il temporale si trasforma in tragedia.
La pressione molto bassa favorisce la condensazione e il vortice marcia ad una velocità media di circa 60 km/h.
L’ampiezza della tromba può raggiungere i 700-800 m nei casi più gravi.
Le raffiche di vento giungono sino a 500 km/h.
Sulla Pianura Padana eventi di questo genere si sono verificati in forma molto ridotta ma c’è un’altra insidia altrettanto pericolosa: il temporale autorigenerante, famoso anche sugli Appennini; si veda a tal proposito quanto accaduto nel 96 in Versilia.
Una linea di groppi insiste laddove esistono fenomeni di convergenza e imbuto geografico. Tra i 1500 e i 2500 m l’aria fredda affluisce costantemente sulla zona e contemporaneamente alle quote più basse affluiscono correnti d’aria calda molto ed umida verso la linea di sviluppo frontale.
La zona più a rischio in questa situazione si può collocare lungo una linea Locarno(CH), Stresa, Verbania, anche se eventi del genere si sono avuti anche nella bergamasca.
Un sistema frontale rapido (squall line)determina invece un classico passaggio temporalesco di breve durata e un ricambio della massa d’aria senza comportare grossi sconvolgimenti, anche se l’arco alpino spesso deforma i corpi nuvolosi in arrivo dal nord Europa.
Autore : Alessio Grosso