TSUNAMI: onde anomale
Onde anomale distruttive.
I rischi ai quali possono essere esposte le zone costiere sono di varia natura. L’erosione distrugge tratti di spiaggia notevole facendo arretrare la linea di costa.
L’innalzamento del mare prodotto dalla fusione dei ghiacci per l’aumento della temperatura potrebbe sommergere intere città.
Comunque anche terremoti e crolli di apparati vulcanici possono favorire onde distruttive, alte fino a 30 m: sono gli Tsunami.
In mare aperto, tali onde hanno lunghezze di 200 km, altezze di 5 metri e velocità di 800 km/h, che si riducono a 50 solo ne caso si frangano, ma questo comporta un ulteriore innalzamento dell’onda.
Particolarmente minacciate dagli Tsunami sono le coste del Pacifico, specialmente quelle cilene e giapponesi. Il terrore che quest’onda impressionante genera nella popolazione é qualcosa di indescrivibile.
Le coste calabre e siciliane possono essere colpite da onde di maremoto in seguito a sismi di grande magnitudo, come quello di Messina e Reggio Calabria nel 1908.
Nel Mare del Nord, i venti settentrionali possono trasportare grandi quantità d’acqua dall’Atlantico, provocando disastrose inondazioni come quella di Amburgo nel 1962 e in Olanda alla foce del Reno, nel 1953.
Autore : Redazione