L’autunno non decolla? Colpa dell’anticiclone divora-perturbazioni
Proseguirà fino al termine della settimana in corso la sistematica opera di distruzione delle perturbazioni da parte dell'alta pressione sul bacino centrale del Mediterraneo.

Il tempo in questa fase interlocutoria della stagione ci mostra il suo lato più amorfo e noioso. Il risultato di tanto piattume deriva dalla scarsa convinzione delle correnti in sede mediterranea. Sul settore occidentale del Mare Nostrum notiamo una blanda circolazione depressionaria da tempo non più alimentata dalla struttura madre e pertanto lasciata al proprio destino.
Su quello orientale campeggia una figura del tutto analoga che indugia senza avere ben chiaro in testa cosa fare della propria esistenza. Nel mezzo un anticiclone ormai un po’ spompato ma pur sempre un anticiclone e con radici subtropicali.
Ecco disegnata la mappa italica della palude barica più assoluta. Insomma la circolazione è fiacca, i contrasti anche, le correnti a getto sono lontane, gli scambi meridiani assenti e non parliamo delle perturbazioni atlantiche: dei semplici fumetti.
Ma cosa distrugge così sistematicamente quel che rimane delle perturbazioni atlantiche quando si affacciano sul bacino del Mediterraneo? In generale la causa numero uno va ricercata a monte dei flussi, ossia proprio in Atlantico.
Qui troviamo l’indice delle temperature atlantiche noto come AMO in fase positiva. Ebbene è risaputo che durante questa fase multidecennale il flusso atlantico viene deviato verso le latitudini medio-alte e la probabilità di avere precipitazioni sull’Italia cala.
Da quando l’indice è positivo, ormai da circa 14 anni, la piovosità sull’Italia è diminuita tra il 25 e il 30%. E allora mettiamoci l’anima in pace, perchè fintanto che la situazione atlantica rimarrà su codeste posizioni dovremo anche abituarci a vedere le più promettenti perturbazioni finire dissolte nel calderone mangiatutto del Mediterraneo.
Autore : Luca Angelini
