18:33 17 Novembre 2023

Ondata di freddo precoce la prossima settimana, ma è davvero così facile?

Nel nostro precedente editoriale, abbiamo discusso di un possibile assaggio d’inverno nella prossima settimana, in particolare da venerdì, a causa di una vasta saccatura fredda di origine artica. Tuttavia, è importante chiedersi: quanto è reale questa improvvisa ondata di freddo che potrebbe portare l’Italia in pieno inverno? Al momento, questa resta ancora un’ipotesi e siamo distanti dal poterla definire come un’ondata di maltempo, freddo e neve praticamente certa per l’Italia.

 

Già da alcuni giorni, in effetti, abbiamo iniziato a notare segnali che indicano la possibilità, nell’ultima settimana di novembre, di un’intensa ondata di freddo sull’Europa centrale e orientale dovuta a un indebolimento del vortice polare. Ora, questa ipotesi non sembra più così improbabile, ma è supportata da diversi centri di calcolo, che suggeriscono un crollo significativo del vortice polare, parzialmente causato da un’improvvisa accelerazione dell’anticiclone verso le alte latitudini, interrompendo così bruscamente la corrente a getto.

 

È possibile che un muro anticiclonico, che si potrebbe erigere la prossima settimana sull’Atlantico centro-settentrionale, persino sul Circolo polare Artico, possa portare l’Europa in pieno inverno a causa della discesa di un distacco di un lobo del vortice polare sul vecchio continente. Questa soluzione appare abbastanza probabile, mentre è meno probabile che tutto questo freddo scenda verso l’Italia.

 

Il modello di calcolo più estremo al momento è GFS e ci mostra un’ondata di freddo notevole su tutto il centro-sud tra il 24 e il 25 novembre, non solo con un forte calo delle temperature, ma anche con maltempo e nevicate a quote di bassa collina lungo le regioni adriatiche.

 

Questa previsione è supportata anche dalla media degli scenari del modello americano, che descrive quella che potrebbe essere la previsione più probabile a livello matematico.

 

Naturalmente, gli altri centri di calcolo presentano diverse soluzioni, il che è normale considerando che ci troviamo a una settimana esatta di distanza da questo ipotetico peggioramento invernale. Ad esempio, il modello europeo ECMWF non concorda con scambi meridiani così accentuati e, di conseguenza, prevede che l’anticiclone punti con meno convinzione verso il Nord Atlantico, rendendo meno probabili le ondate di freddo alle basse latitudini.

Il modello UKMO, invece, si avvicina maggiormente al modello GFS mostrandoci una vasta risalita sub-tropicale sin verso la Groenlandia e l’Islanda. In tal modo l’aria fredda artica potrebbe scivolare con facilità anche sull’Italia. Insomma la situazione è ancora molto incertezza, ma i colpi di scena potrebbero essere dietro l’angolo.

Autore : Raffaele Laricchia