00:00 21 Gennaio 2010

La vita e la morte di un’alta pressione!

Cerchiamo di analizzare le caratteristiche di questa figura barica, vero tormentone degli ultimi anni, specie in Italia!

Prima compare sui modelli anche a notevole distanza; in sèguito viene confermata e poi…arriva! Stiamo parlando della figura dominante degli ultimi anni in area mediterranea: l’alta pressione!

…ma è sempre così? Nemmeno per idea! A volte questa figura barica arriva all’improvviso, sbucando fuori quasi dal nulla, mandando letteralmente in crisi tutto il modellame.

Che cos’è che rende forte un’alta pressione? Beh, per rispondere a questa domanda bisogna salire di quota, oltre i 5000 metri di altezza. Spesso (anzi, quasi sempre), le alte pressioni che interessano l’Italia prendono linfa vitale dal “quartier generale altopressorio” per eccellenza, che è il tropico.

In genere si erge un “cuneo portante” dal tropico stesso, che si comporta come il carburante per alimentare questa macchina di stabilità. Se il “cuneo portante” in quota risulta solido, l’alta pressione si alimenta da sola e diventa assai difficile scalzarla.

Le alte pressioni più cattive, difatti, hanno il loro punto di forza in quota. Per questo è assai più facile prevederle con i modelli oggi disponibili.

Come nasce un’alta pressione? Se il getto in quota in area mediterranea non è tenace, a scapito di un getto forte alle alte latitudini dell’Europa, anche un semplice cuneo “interciclonico” può trasformarsi in anticiclone dinamico. Mancando la spinta da ovest verso est sull’Italia, tale cuneo può non evolvere e stazionare sul posto per giorni.

Inoltre, le depressioni che si formano ai lati di esso giocano spesso a suo favore. L’aria fredda che affluisce ad est di esso lo alimenta al suolo (l’aria fredda pesa di più, quindi potenzia l’alta pressione A LIVELLO DEL SUOLO).
L’aria calda che invece viene immessa ad ovest del cuneo lo alimenta IN QUOTA, dato che risulta più leggera e maggiormente stabile.

Il nostro anticiclone, di conseguenza, trae alimentazione sia da est che da ovest. La natura, essendo pigra per antonomasia, in genere non fa nulla per eliminare questo equilibrio quasi perfetto che si viene a creare…perchè dovrebbe?

Eccovi servito, quindi, un bell’anticiclone persistente! Alte pressioni a doppia alimentazione sono state molto frequenti negli ultimi anni sull’Italia. Lo dimostra anche il calo delle precipitazioni che si sta avendo su alcune regioni.

Quando un anticiclone muore? Quando il cuneo portante in quota cede (o meglio si piega, in genere verso est), stante una maggiore spinta delle correnti perturbatrici in quota in area mediterranea.
Quando le correnti perturbatrici entrano franche sul Mediterraneo danno in genere una bella “spazzata” e non c’è anticiclone che possa tenergli testa! Solo così si “butta giù” in maniera più o meno definitiva un’alta pressione sul Mediterraneo.

Gli attacchi all’alta pressione possono arrivare anche da est o da nord, ma questi in genere spostano solo l’azione stabilizzante dell’anticiclone (in genere più ad ovest), ma senza eliderlo completamente. Una volta passata la sfuriata, l’alta pressione può tornare in sella esattamente come prima…e tutto ricominciare da capo.
Autore : Paolo Bonino e Alessio Grosso