00:00 5 Settembre 2012

Una vacanza sulle Dolomiti: quale il periodo migliore?

Vivere le Alpi.

Una vacanza sulle Dolomiti: quale il periodo migliore?

C’è chi preferisce agosto per godersi il momento in cui la prima neve verrà a baciare le cime del Sella, del Sassolungo, del Sassopiatto o della Marmolada, chi opta per luglio per godersi veramente l’estate camminando a piedi nudi sui prati del fondovalle, chi adora mescolarsi ai colori scintillanti dell’autunno per godersi appieno il meraviglioso giallo dei larici ed il contrasto delle basse quote ancora verdi e delle cime incappucciate di bianco, chi infine adora camminare per i sentieri innevati per inebriarsi del bianco dei pendii, del blu cobalto del cielo e del silenzio dell’inverno.

Che dire poi del fascino di una nevicata seguita dall’interno di una baita o di un maso davanti al caminetto accesso o avvolti nel calore della stube? E scoprire all’improvviso in un mattino di fine inverno la primula o il crocus che si fa largo tra la neve a segnalarci che è in arrivo la primavera? E quei tramonti ai piedi del Rosengarten che si tinge di rosso? L’Enrosadira sulle Dolomiti è un’esperienza fantastica.

Dovrebbero bastarci questi suggerimenti per spingerci a partire in ogni stagione, per rivivere quelle sensazioni di placida estasi che in città possiamo solo immaginare. E poi lo sfalcio dell’erba nei campi, il suo profumo, magari mescolato a quello di un buon piatto di speck, di formaggi locali, alla delicatezza di un canederlo, alla magia di un bicchiere di Santa Magdalener, alla squisitezza di uno strauben.
 
Vivere almeno un anno della propria vita in montagna nelle vallate dolomitiche dovrebbe essere l’obiettivo di ogni amante della natura, le Alpi si devono amare in qualunque stagione, non esistono periodi migliori o peggiori, anche se ovviamente la seconda parte del settembre ed ottobre, regalano scenari fantastici, con poche nubi cumuliformi nelle ore pomeridiane (salvo in caso di forte instabilità o maltempo), poca gente e tante panoramiche passeggiate tutte da percorrere finchè le gambe tengono, come direbbe Kammerlander.

Autore : Alessio Grosso