Mediterraneo occidentale: ANOMALIA TERMICA NOTEVOLE!
Il mancato inverno viene percepito anche dal Mare Nostrum. Si sfiorano i 20° in prossimità della Sicilia...e siamo quasi alla metà di gennaio!
L’anomalia termica presente dalle nostre parti non conosce limiti. Se ci scandalizziamo per la mancata neve sui rilievi, per le alte temperature in Europa e l’esiguo numero di gelate al suolo, non si può fare a meno di notare un fattore altrettanto importante, spesso snobbato da molti: le temperature del mare.
Di norma il periodo più freddo che il Mare Nostrum conosce non coincide con la stagione invernale vera e propria, bensì con il mese di marzo. Di conseguenza c’è ancora tempo per poter raffreddare lo specchio d’acqua che ci circonda.
Tuttavia, arrivare a metà gennaio e registrare temperature marine di 3-4° superiori alle medie previste non è cosa da poco.
Il record del caldo spetta alle acque che bagnano l’Isola di Malta. Qui si arriva comodamente a 19°, ovvero si può fare il bagno senza sentire troppo freddo!
Anche lo Stretto di Sicilia ha una temperatura simile, attorno a 18-19°, mentre il Mar Ionio presenta termiche comprese tra i 16° e i 17°.
Procedendo verso nord, la situazione non muta in maniera sostanziale. Ritoviamo 17° sulle coste occidentali sarde e 16° sul basso Tirreno, Canale di Sardegna, Mare di Corsisa e Mar Ligure.
15° la temperatura del medio Tirreno, mentre per trovare valori più bassi si deve andare in Adriatico. Qui la temperatura oscilla tra i 14° del settore centro-meridionale e i 13° del Golfo di Trieste e Venezia, che rappresenta al momento la zona marina più fredda d’Italia!
La completa assenza di irruzioni fredde e le continue rimonte dell’alta pressione sub-tropicale hanno determinato questo stato di cose.
Quali ripercussioni saranno possibili in futuro? Beh, avere un mare più caldo del normale è come avere una fonte di energia in più. Fin tanto che avremo alta pressione e temperature elevate non succederà nulla.
Qualora sull’Italia si dovesse sperimentare una massiccia irruzione fredda (per esempio dal Rodano), l’incontro/scontro con le acque tiepide del Mediterraneo potrebbe essere acceso, con la creazione di depressioni profonde e maltempo intenso. E’ chiaro che se l’innesco non dovesse avvenire, la “bomba” energetica non potrà mai esplodere.
Autore : Paolo Bonino