Controtendenza: AUMENTANO le FORESTE del mondo!
Dai risultati di richerche condotte dall'Università di Helsinki, emerge che l'area boschiva mondiale sta aumentando; specialmente nei Paesi più industrializzati.

Mentre si susseguono ormai da tempo, notizie catastrofistiche sul clima e sul destino ormai “segnato” del Pianeta, delineando scenari apocalittici, in questo clima di terrore e rassegnazione elaborato accuratamente dai media e dalla politica globale, sembrano passare in secondo piano le notizie positive e rassicuranti sul nostro futuro.
Secondo il rapporto “Forest identity”, messo a punto da un team internazionale guidato da Pekka Kauppi, dell’Università di Helsinki e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science, sembra siano aumentate notevolmente le aree boschive planetarie, specie sui Paesi industrializzati e in via di sviluppo, malgrado vi siano ancora
alcune perdite in quelli poveri.
La deforestazione, che ha raggiunto il picco negli anni Ottanta e Novanta, segna una battuta di arresto che, se confermato nei prossimi anni, potrebbe addirittura portare enormi benefici sulla salute del nostro Pianeta, con un incremento d’ossigeno a discapito
di una consistente riduzione dell’anidride carbonica presente in atmosfera.
Lo studio non considera solo l’area ricoperta dagli alberi ma anche la loro densità per ettaro, in modo da determinare il volume di quelli “in crescita” di una nazione, la quantità di biomassa e quella di anidride carbonica sequestrata dalle foreste.
Cifre alla mano, il disboscamento ha subito un arresto nei Paesi più industrializzati, che anzi hanno recuperato in termini di aree verdi, con un’attenta selezione ed un adeguato monitoraggio del patrimonio boschivo. Su 50 nazioni con la maggior estensione di foreste, il 36 per cento mostra un aumento dell’area forestale e il 44 per cento un aumento della biomassa.
Il rimboschimento a livello globale avrebbe conseguenze positive sulla concentrazione di CO2 nell’atmosfera, che insieme all’aumento delle colture intensive, potrebbe portare a un’espansione del 10 per cento delle foreste entro il 2050, per un totale di circa 300 milioni di ettari; un polmone d’ossigeno considerevole!
Se i Paesi ad avere guadagnato più zone verdi sono stati Cina, Usa ed Europa, le perdite maggiori continuano ad essere quelle di Brasile e Indonesia. Secondo Kauppi, la forte pressione sulle foreste in queste zone è dovuta al fatto che nei Paesi poveri c’è la necessità di sottrarre spazi coltivabili alla foresta ed esportare il legname. Fenomeno che, si legge nello studio, è sempre più diffuso e genera la cosiddetta “esportazione dell’impatto ecologico”, per cui alcune tra le nazioni più “sviluppate”, tendono a ripopolare le proprie foreste andando ad attingere risorse da quelle più “bisognose” e povere.
Autore : Luca Savorani
