Sarà l’ultimo freddo per l’Europa, poi temperature quasi costantemente sopra la media
Situazione che conferma il trend di riscaldamento degli ultimi anni.

Dopo un inverno freddo la primavera sta ricaldando la prima parte dello scorso autunno proponendo fasi decisamente MITI seppur senza alcuna ondata di caldo importante.
Dall’inizio della primavera quella attuale si presenta per Europa centrale e regione alpina la prima vera irruzione di aria fredda, che probabilmente però resterà isolata.
Se Nina e soprattutto una disposizione dei venti contraria al normale alle latitudini tropicali contribuiscono a limitare, piuttosto che ad accentuare gli scambi meridiani, non si può comunque notare che troppo spesso durante l’anno osserviamo il termometro disporsi al di sopra della media.
Se l’inverno ha fatto eccezione, non dobbiamo dimenticare la triste situazione in cui versano i nostri ghiacciai per stagioni complessivamente sempre troppo calde.
Il mancato passaggio delle perturbazioni atlantiche riduce oltretutto le possibilità di precipitazioni ben distribuite.
Finisce così che in una località si contino magari 100mm di pioggia, grazie ai temporali e ad un regime di correnti favorevoli alle precipitazioni, e nell’altra a solo ad una cinquantina di km di distanza solo una manciata di mm o magari assolutamente nulla.
I temporali non sono in grado di portare precipitazioni ben distribuite, pertanto la variazione del regime pluviometrico sul nostro Paese negli ultimi 25 anni è figlia di una netta variazione delle configurazioni bariche sull’Europa con alte pressioni che troppo spesso ormai tengono a debita distanza il flusso perturbato atlantico, flusso che oltretutto mostra sempre più segnali di preoccupante inceppamento.
Autore : Alessio Grosso
