Torna in auge l’anticiclone russo?
L'inverno vuol continuare a regalare sorprese.

Nella giornata di ieri abbiamo accennato al possibile ritorno sull’Europa dei venti gelidi dalle steppe siberiane, quel Burian che dopo 9 anni si riaffaccerebbe sul Vecchio Continente, intenzionato a far parlare di sé.
Abbiamo detto che le probabilità di accadimento erano attorno al 55%; in realtà quest’oggi la visione della circolazione generale atmosferica è un po’ più chiara e ci porta a concludere che:
1) In una prima fase, fra il 7 ed il 9 gennaio, l’alta pressione dinamica sulla Scandinavia farà affluire aria artica (fredda a tutte le quote) dal Mar Glaciale verso la Russia e la Siberia settentrionale, generando attorno al giorno 10 un primo flusso di venti gelidi verso i confini europei e la Scandinavia.
2) Dopo una pausa di qualche giorno, durante la quale la Russia si raffredda per la presenza dell’alta pressione (che prende connotati termici), un anticiclone dinamico generatosi sul Polo si avvicina alla Siberia, generando (attraverso meccanismi piuttosto complessi da esporre in poche parole) una seconda e più decisa irruzione di aria gelida alle quote basse che si spingerebbe dal giorno 14-16 fin sull’Europa centrale (aiutata da una cellula di alta pressione dinamica sul nord Europa), raffreddando il cuore del nostro Continente.
3) Una perturbazione dall’Atlantico, di passaggio alle basse latitudini (Spagna, Baleari, Sardegna e poi Italia del sud), aggancerà l’aria fredda arrivata sul centro Europa prima del giorno 20 gennaio, portando (FORSE) il gelo anche sull’Italia.
Siamo ancora al livello di ipotesi piuttosto remote, è vero, ma va anche ribadito che un tipo di circolazione come quello previsto potrebbe essere veramente inusuale.
Autore : Lorenzo Catania
