Alberi abbattuti dal vento a Roma: colpa del cambio climatico o piuttosto dell’uomo?
Quando le cause di un dissesto ambientale sono da ricercarsi nella cattiva gestione del patrimonio naturale piuttosto che nel cambio climatico

Leggiamo su alcuni articoli di giornale che il forte vento che ha spazzato Roma nel corso della notte di martedì ha abbattuto centinaia di alberi secolari che, schiantandosi al suolo, hanno danneggiato numerose auto in sosta: questo ed altri eventi potrebbero essere usati per dipingere i prossimi eventi meteorologici come calamità naturali senza precedenti, soprattutto se si considera che gli alberi romani, che hanno resistito a tutti i venti impetuosi che hanno soffiato negli ultimi secoli, non avrebbero retto a quelli della scorsa notte, ancora più forti.
Eppure basterebbe andare più a fondo nell’analisi delle cose per giungere alla verità e notare che tutte le foto scattate a Roma ritraggono pini potati in maniera drastica e selvaggia, spesso ad opera di ditte dedite alla manutenzione del verde urbano che vincono le gare di appalto senza che abbiano, probabilmente, le credenziali per svolgere il loro lavoro, visto che ignorano che la chioma di ogni albero deve occupare almeno un terzo dell’intera statura della pianta, altrimenti, al primo colpo di vento succede (ed è l’ennesima volta!) che la piccola chioma posta in cima ad un tronco lunghissimo sbilancia l’albero e funge da leva, fino a provocarne la caduta. e così, ancora una volta, come è già successo nel passato, si darà la colpa della caduta degli alberi al clima impazzito, senza ricercare nella cattiva gestione dell’ambiente da parte dell’uomo le vere cause di molti dissesti naturali.
Autore : Dptt. Pier Paolo Talamo
