00:00 14 Giugno 2010

Meteorologo “in erba”? Ecco alcuni piccoli segreti…

Curiosità e notizie utile per prevedere il tempo senza essere Bernacca...

Meteorologo “in erba”? Ecco alcuni piccoli segreti…

Il meteorologo spesso si sente a disagio, quasi smarrito senza le sue carte. L’osservazione costante del cielo è un buon allenamento per saper prevedere con una certa facilità l’evoluzione del tempo a grandi linee nelle ore successive, ma non basta.

Bisogna conoscere i trucchi per essere un bravo meteorologo o un semplice appassionato di quelli viscerali, "di pancia" insomma. E i trucchi si scoprono solo armandosi di santa pazienza, senza stufarsi mai di osservare il cielo e di leggere manuali.

Oggi MeteoLive ve ne svela alcuni, molti altri ancora ne imparerete nella vostra vita da osservatori.

-se al suolo il vento spira a 20 km ora, sul mare esso soffierà a 40 e nella libera atmosfera a 60 km ora; ciò significa che sulla terraferma l’influsso del vento in quota si riduce ad un terzo, sul mare a due terzi.

-Quando il vento spira dal mare verso terra dimezzerà gradualmente la sua velocità spostandosi verso le zone interne.

-Se il vento spira dalla terraferma verso il mare aumenterà la sua velocità abbandonando la linea di costa e ruotando in senso orario di circa 15 gradi, ecco perchè la Tramontana sul ligure da NE diventa grecale da E in mare aperto verso la Costa Azzurra.

-Le brezze di mare non si formano quando il cielo del mattino si presenta coperto.

-Le brezze costiere possono spingersi anche ad oltre 100km di distanza dal mare in condizioni favorevoli tra la primavera e l’inizio dell’estate.

-la somma tra brezza di terra e vento catabatico (quello che scende dai fianchi una montagna) può dar vita ad un vento piuttosto forte che soffia in direzione del mare.

-Immaginiamo di essere in macchina: se ci aspettiamo un fronte organizzato il primo segnale sarà un rovescio forte seguito da un momento di pausa, poi da piogge continue moderate.

-Sempre in macchina: la pioggia è composta da gocce molto piccole, simili tra loro, la visibilità è scarsa, non cambia d’intensità ma è costante per chilometri. Stiamo probabilmente attraversando un fronte caldo.

-Ancora in macchina: rovesci intensi, goccioloni enormi, quasi dei fiocchi di neve fusi che si abbattono con violenza sul parabrezza. Vetro che accenna alla condensa: è un fronte freddo, non c’è dubbio.

Autore : Alessio Grosso