Il vento dai Balcani: a volte è secco, altre volte porta nevicate e piogge abbondanti. Perché?
Dipende sia dalle carattesristiche della massa d'aria, sia dai movimenti delle figure bariche sul Mediterraneo.
L’esempio più nitido ed immediato è dato dalla Bora triestina: spesso si parla di “Bora scura” perché il vento è accompagnato da piogge o nevicate, talvolta da temporali; al contrario in qualche caso si sente parlare di “Bora chiara”, perché il cielo si presenta sereno e limpido.
Il diverso comportamento del tempo in tali situazioni dipende principalmente da due fattori:
1) l’origine della massa d’aria in arrivo sull’Italia: se stiamo parlando di aria polare continentale, allora per seguirne l’evoluzione dovremo volgere lo sguardo verso la Russia o i Balcani, dove l’aria più fredda si accumulerà nei bassi strati, mentre alle alte quote spesso scorreranno venti più miti ed umidi atlantici; di conseguenza la Bora farà il suo ingresso sull’Italia dalla Slovenia e la Croazia, portando solo qualche nube bassa nelle prime ore, per poi lasciare spazio al cielo sereno a partire dalle regioni più settentrionali (Veneto, Emilia e Romagna).
Se invece si parla di aria artica marittima, essa si presenterà al cospetto delle Alpi ben strutturata dal suolo fin quasi ai 5-7 km di altezza, per poi riversarsi dalla Slovenia (talvolta anche dalla Valle del Rodano) sull’Italia, portando maggiore instabilità con piogge, nevicate e qualche temporale anche in presenza del vento freddo.
2) Altro aspetto importante riguarda la disposizione delle figure bariche sull’Italia, specialmente a seguito dell’arrivo dell’aria fredda; ovviamente se arrivano venti di Grecale e Bora sarà presente una depressione sul Mediterraneo ed un anticiclone a nord o nord-ovest delle Alpi, ma un minimo cambiamento nella disposizione di queste due pedine può portare sorprese imprevedibili.
Se ad esempio si forma un centro di bassa pressione fra la Liguria, la Corsica ed il Lazio, l’aria fredda in arrivo dai Balcani convergerà verso il suo centro muovendosi da est-sudest verso ovest-nordovest, attraversando l’Adriatico per un lungo tratto, così come il Tirreno orientale; in tal modo la massa d’aria si umidifica notevolmente, e le nubi divengono compatte e dense, in grado insomma di dare precipitazioni abbondanti sul versante tirrenico e su buona parte di quello adriatico.
Se invece l’occhio della depressione si posiziona sull’Appennino, o addirittura sull’Adriatico, l’aria fredda rimane secca o comunque poco umida, e le nubi fanno fatica a formarsi; solo nel Triveneto ci saranno ancora nubi e qualche precipitazione.
Autore : Lorenzo Catania