Prima invernata su Alpi e Gran Sasso?
Un netto abbassamento delle temperature, unito al passaggio di un fronte freddo, determinerà la prima vera rottura dell'estate.
Sul Mediterraneo centrale il tempo volge ad un decisivo mutamento, che di fatto aprirà la strada alla stagione autunnale. Ciò non vuol dire che da qui in avanti avremo pioggia in pianura e neve in montagna: ci sarà ancora sufficiente spazio per belle giornate di sole, miti e in qualche caso calde, periodi anticiclonici e stabilità atmosferica; ma certo il primo vero grosso sgambetto all’estate arriverà in prossimità del prossimo week-end, quando il netto abbassamento della colonnina di mercurio (prima al Nord e poi al Centro-Sud) farà piombare l’intero Paese avanti di due mesi, se non altro rispetto ai valori termici che si stanno registrando in questi giorni.
Il principale responsabile di questa azione sarà una discesa di aria fredda, di chiara estrazione artica marittima, che si impadronirà dello Stivale nell’arco di 36-48 ore, tra le giornate di venerdi e domenica. La linea di rottura sarà costituita da un fronte freddo “apripista”, che apporterà instabilità (localmente tempo perturbato) un po’ ovunque.
Il contributo dell’aria relativamente fredda in arrivo dal nord-Atlantico favorirà il ritorno della neve a quote basse per la stagione, specialmente sui versanti alpini esteri e lungo i crinali della dorsale, con locali sconfinamenti nelle adiacenti valli italiane e alla testata delle valli sotto i massicci più imponenti.
L’orientamento della corrente, infatti, sarà tale da determinare precipitazioni più abbondanti sui Paesi nordalpini, con effetti minimi invece sui versanti padani. La neve potrebbe cadere oltre i 1900 metri su Svizzera e Austria, con accumuli discreti a quote comunque superiori i 2000 metri su Vallese, Alpi Bernesi, Grigioni e Tirolo.
Più al riparo sarà il Nord-Ovest italiano, sotto la copertura dei venti di caduta, mentre effetti comunque importanti si potrebbero avere nella zona del Bianco, in alta Val Formazza, nella Valle di Livigno, allo Stelvio e nelle valli superiori altoatesine.
A partire dalla notte su sabato, poi, il ramo perturbato (sfrangiato su Pianura Padana e Appennino Settentrionale) si ripresenterà attivo al Centro e poi al Sud, più incisivo comunque sul settore adriatico, con i primi fiocchi bianchi della stagione sui gruppi del Gran Sasso e della Maiella e sulle cime più elevate dell’Appennino Centrale (quota 2300-2400 metri).
La situazione, estremamente dinamica, si presenta ad ogni modo suscettibile di variazioni, e dunque invitiamo i gentili lettori ad aggiornarsi sulle nostre pagine nel corso dei prossimi giorni.
Autore : Emanuele Latini