Prevedremo il tempo dalla Luna?
La scommessa tecnologia per migliorare l'attendibilità delle previsioni del tempo si basa sui satelliti di ultima generazione, sempre più precisi ed in grado di sopperire alla carenza dei dati nelle aree più inaccessibili.
La corsa allo spazio con le polemiche per i costi elevati e i benefici tecnologici nelle strumentazioni sempre più sofisticate sta portando delle migliorie anche in ambito meteorologico.
Il nodo cruciale per aumentare l’affidabilità delle previsioni rimane la mancanza dei dati nei luoghi più impervi e inaccessibili come le vette delle montagne, i deserti, le foreste, i poli e gli oceani.
Alcuni scienziati della Carnegie Institution di Stanford hanno studiato le variazioni climatiche di uno di questi luoghi, la foresta amazzonica, servendosi in larga misura delle rilevazioni del satellite della NASA di ultima generazione “Earth Observing-1”.
In particolare, sorvolando le aree più inaccessibili sono stati monitorati per mesi i valori di umidità, temperatura ed altri parametri utili per la tutela dell’ambiente, come l’assorbimento dell’anidride carbonica e i ritmi di crescita della foresta stessa.
Alcune misurazioni sono state effettuate nel periodo successivo alla manifestazione di El Nino ed hanno aiutato a comprendere i meccanismi di interazione tra il clima amazzonico e l’anomalia ciclica che interessa il Pacifico meridionale.
I ricercatori stanno realizzando dei modelli climatici su larga scala che tengono conto anche dell’influenza delle grandi foreste e delle loro trasformazioni, ben controllabili dai satelliti più recenti.
Nel corso degli anni questa nuova metodologia potrebbe essere estesa anche ad altre aree del Pianeta in cui si hanno pochi o nessun dato, migliorando notevolmente la griglia di partenza da cui poi si elaborano tutti i modelli previsionali.
In un futuro non troppo remoto passeggiando su una base lunare potremo sapere che tempo farà sulla Terra…
Autore : Simone Maio