Il mare “lungo”
Cielo sereno, vento calmo e mare molto mosso. Come si spiega?
La giornata è serena, senza vento. Anche la temperatura è su valori più che accettabili, con il sole che scalda l’ambiente e ci ricorda che la primavera è arrivata. Prendiamo la nostra automobile e ci rechiamo in direzione della spiaggia più vicina. Arrivati a destinazione scopriamo che le condizioni del mare non sono per niente buone, con onde alte che si infrangono sulla battigia e ci impediscono di prendere il sole sulla spiaggia. Intorno a noi l’atmosfera è calma, senza una bava di vento. Subito rimaniamo stupiti dalla presenza di onde così alte in assenza di vento e soprattutto ci chiediamo da dove arrivino, dato che nelle immediate vicinanze la calma regna sovrana.
Ogni volta che il mare si presenta molto mosso, con onde anche di una certa altezza in condizioni di calma di vento, si parla di "mare lungo o morto". Come mai il mare presenta onde così alte anche se il vento non soffia? I motivi sono sostanzialmente due: il vento può non soffiare in questo istante, ma può aver soffiato per parecchio tempo il giorno o la notte precedente, mettendo naturalmente in burrasca il mare.
Di conseguenza la calma di vento presente al momento non consente un "appiattimento" immediato della superficie marina, che rimane increspata anche dopo parecchie ore. In questo caso si parla di "onda residua", che tenderà sempre più a ridursi con il passare del tempo, a patto che il vento non rinforzi nuovamente e provenga dalla stessa direzione. L’onda residua risulta essere molto più lunga rispetto all’onda viva(quella prodotta dal vento) e può generare pericolose risacche all’interno dei golfi.
La seconda causa che può generare il mare morto è in stretta relazione con la presenza di venti lontani, che possono soffiare molto al largo, anche a 50-60 miglia di distanza dal litorale. Sottocosta può regnare la calma, mentre al largo può essere in corso anche una burrasca. Le onde provenienti dalla zona di forte turbolenza possono percorrere la superficie del mare con notevole velocità. Arrivate in prossimità dei golfi, la loro velocità diminuisce, mentre l’altezza aumenta.
Esse si abbattono sulla battigia, quindi, come "onde di fetch" ( per fetch si intende la distanza che intercorre tra il punto di genesi dell’onda e il luogo dove essa si infrange. Maggiore è il fetch, più alte saranno le onde). Queste presentano una lunghezza più elevata rispetto alle onde residue e possono comportare grossi problemi nei piccoli porti e nelle insenature.
Autore : Paolo Bonino