La Valle del Treja: natura, storia e archeologia
Il Parco Regionale Valle del Fiume Treja, le Cascate di Monte Gelato e il caratteristico borgo medievale di Calcata: un itinerario di indicibile valore storico e naturalistico ad un passo dalla Capitale...
Sulla SS Cassia, che da Roma conduce verso nord in direzione di Viterbo, all’altezza del Lago di Bracciano, sulla destra si diparte la deviazione per Mazzano Romano. La strada costeggia il solco inciso e boscoso della Valle del Treja, prima di affiancarla nell’ultimo tratto del percorso che in dieci chilometri circa conduce a Calcata. Siamo sulle propaggini nord-orientali dei Monti Sabatini, a poca distanza dai margini più settentrionali dell’Agro Romano, e proprio sui primissimi avamposti del Viterbese.
A un’ora di macchina da Roma si entra così in una dimensione senza tempo: per un attimo sembra di essere lontani centinaia di chilometri dal caos della Capitale. Tutt’intorno è un puzzle assurdo di castelli medievali, canyon e boschi che più fitti non ce n’è. Per non parlare poi dei sepolcri in tufo del Lazio etrusco…
Tutto questo fa da cornice al Parco Naturale del Fiume Treja, un’area protetta la cui estensione sfiora i mille ettari, istituita poco più di vent’anni fa (1982), mèta ideale per gite primaverili ad un passo dalla Capitale. Il territorio è rappresentato dalla stretta gola entro cui scorre il Treja, ma anche dalle alture circostanti, autentico serbatoio di testimonianze della cultura etrusca. E poi ci sono le suggestive Cascate di Monte Gelato, un tratto ripido in cui il Fiume Treja precipita a valle con salti progressivi di alcuni metri, che a loro volta originano piccoli bacini lacustri: ottima fonte per fotografie d’ambiente e paesaggistiche di alto impatto emotivo.
E poi c’è Calcata, un gruppetto di case sopra un rilievo di tufo, che si apre improvvisa alla visione del visitatore. Trattasi di un borgo medievale che ha mantenuto fedele nel corso dei secoli l’originario impianto urbanistico. Su ciò ha influito anche la decisione degli abitanti del luogo di ricostruire il paese (Calcata Nuova) a circa un chilometro di distanza dal borgo, sotto la minaccia di crolli e cedimenti della struttura tufacea che sorregge l’antico nucleo abitato, che di fatto è stato preservato dall’azione scriteriata dell’urbanistica degli Anni Sessanta e Settanta.
Ad oggi Calcata è uno dei pochi gioielli che la storia ci ha consegnato integro e ottimamente conservato, grazie anche all’azione di restauro condotta negli ultimi anni, volta alla valorizzazione del tesoro urbanistico e artistico che il borgo conserva. Così, da diversi anni, l’antico borgo in pietra è diventato luogo di vacanza per artisti, letterati, poeti e artigiani che si sono ritrovati in questo luogo sotto il comune denominatore della necessità di preservarlo dalle minacce del nostro tempo. In questo modo Calcata sta vivendo una fase prolifica di rinascita turistica e culturale.
Autore : Emanuele Latini