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La prossima settimana passaggi perturbati tambureggianti con neve al nord e in Appennino?

Sta per scavarsi un interessantissimo canale perturbato nell'area mediterranea tra l'anticiclone azzorriano e quello russo.

In primo piano - 23 Gennaio 2014, ore 09.52

Il modello americano è quello che stamane più di tutti prevede un dinamismo quasi esasperato del tempo sull'Italia nel corso della prossima settimana.

Inizialmente si tratterà di un pertugio, un piccolo varco simile a quello dello Stretto di Messina: da lì transiteranno le correnti perturbate atlantiche costrette a deviare verso sud a causa della ferma opposizione dell'anticiclone russo. In questo modo l'Italia sarà visitata da depressioni in serie, in un contesto particolarmente dinamico e decisamente più freddo di quanto abbiamo sperimentato sino ad ora.

Si parte con la depressione che si scaverà tra oggi e venerdì, seguirà un velocissimo passaggio nord-sud nella giornata di domenica 26, a cui seguiranno guasti sempre più seri, con un affondo depressionario a più largo respiro, che prenderà forma mercoledì 29, quando al nord potrebbe arrivare il momento di assistere a qualche nevicata sino in pianura, in grado di coinvolgere a quote basse anche l'alta Toscana.

Tra giovedì 30 e venerdì 31 il maltempo poi si andrà localizzando al centro-sud, portando neve a quote medio-basse in Appennino e ancora tanti rovesci o temporali.

Ma potrebbe non finire qui: tra l'1 ed il 2 febbraio altro possibile passaggio perturbato al nord, sempre sfruttando il medesimo (unico) canale depressionario presente tra Azzorre e Russia con altra neve a quote basse, anche se forse non in pianura.

Successivamente l'anticiclone delle Azzorre potrebbe decidere di dare una bella spallata alle correnti perturbate, favorendo un temporaneo miglioramento, ma la situazione è così caotica che richiede ulteriori aggiornamenti per capirci qualcosa di più.

In ogni caso questi episodi perturbati riporteranno, specie al nord, le temperature in un ambito prettamente invernale, rallentando un risveglio vegetativo che, stante i valori eccezionalmente miti, era ormai in procinto di compiersi in modo oltremodo precoce.


Autore : Alessio Grosso

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