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Indice AO: che crollo! Quali potrebbero essere le conseguenze?

L'indice che spia la compattezza del vortice polare continua a manifestare forti segnali di insofferenza, chiari indizi di un tempo che non ha ancora alcuna intenzione di sistemarsi.

In primo piano - 4 Febbraio 2009, ore 10.45

Un indice da solo dice poco o niente. Un indice considerato insieme ad altre variabili e inserito nel giusto contesto può dire molto. L'indice AO altro non è se non la differenza della pressione atmosferica registrata tra le latitudini artiche e quelle adiacenti. Il grafico allegato in figura, oltre a tracciare l'andamento degli ultimi mesi, indica anche un profilo previsionale, quello indentificato con le linee rosse. Come potete vedere non si tratta di una sola linea, quindi di una sola previsione, ma di varie soluzioni che i modelli forniscono in base al noto metodo statistico d'ensemble. Il grafico mostra una bella sintonia tra le possibili soluzioni. Queste ultime identificano un indice in fragoroso calo verso i minimi assoluti intorno alla metà del mese. Cosa significa? Significa che la pressione sulla calotta artica è prevista in netto aumento. Il vortice polare verrà attraversato infatti niente po po di meno che da un bell'anticiclone di tipo dinamico. L'aria fredda al suo interno, per la legge fisica della continuità, non può dissolversi nel nulla ma verrà semplicemente trasferita altrove. E dove? Naturalmente verso le medie latitudini. Ora, per il principio enunciato all'inizio, secondo il quale l'indice preso da solo può significare poco, dobbiamo per forza di cose analizzare altri elementi e trarre le dovute conclusioni. Primo fra tutti l'altro indice spia della pressione atmosferica atlantica, quello della NAO, noto braccio destro proprio dell'AO. La NAO ci mostra una buona propensione ad un andamento tranquillo e collocato appena sotto la soglia media. Una tale situazione, fatta combaciare con le conseguenze indotte dall'AO fortemente negativo, indicano che quell'aria fredda in fuoriuscita dal vortice polare alimenterà forti spinte depressionarie in allungo fino alle nostre latitudini agevolando lo sviluppo di numerosi e ben organizzati sistemi nuvolosi. Insomma, le prospettive per il prosieguo di questo mese, nato sotto un botta e risposta freddo-caldo tra i più sbalorditivi degli ultimi anni, paiono improntate ancora ad un tipo di tempo dinamico e spesso anche perturbato. E il grande freddo? Non è escluso a priori, tuttavia per inquadrare le sue mosse occorrerà attendere ulteriori elementi che, a tempo debito, permetteranno di capire se e dove intenderà andare a parare.

Autore : Luca Angelini

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