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I temporali MANCATI di domenica 9 luglio al nord; COSA é andato storto?

Cerchiamo di capire con l'ausilio dei modelli ad area locale (LAM) cosa non ha funzionato nell'innesco delle manifestazioni temporalesche previste al nord ieri pomeriggio/sera, poi mancate all'appello.

In primo piano - 10 Luglio 2017, ore 15.50

Nelle dinamiche occorse nel pomeriggio/sera di domenica 9 luglio, un cavo d'onda accompagnato da un effimero raffreddamento della temperatura negli strati medi dell'atmosfera, ha attraversato le regioni dell'Italia settentrionale, introducendo una massa d'aria dalle caratteristiche lievemente più instabili. Il grosso problema relativo alle dinamiche temporalesche previste e poi mancate all'appello, è derivato dalla presenza di valori termici assai elevati negli strati bassi della troposfera. Le quote di 925, 850 e 700 hpa (rispettivamente 1100, 1500 e 3000 metri) sono state riempite interamente da masse d'aria calde di origine AFRICANA.

Il caldo in quota è risultato intenso soprattutto nelle zone di bassa pianura e sull'Emilia Romagna, con valori in loco che, alla quota di 850hpa, erano prossimi ai +20 gradi. Al livello del suolo l'elevata energia disponibile alla convezione  (CAPE - Convective Available Potential Energy) è risultata quindi insufficiente a varcare il pesante strato di inversione. Spostando la nostra attenzione al livello del suolo, è mancata inoltre la convergenza con la dry line, cioè l'incontro/scontro tra l'aria secca e l'aria umida, il cui compito era quello di regalare il trigger fondamentale al fine di spingere forzatamente la nostra massa d'aria calda verso gli strati superiori dell'atmosfera, portarla a condensazione con la formazione di nubi a sviluppo verticale.

L'origine di questo grossolano errore da parte dei modelli, deriva da una difficoltà degli stessi nella lettura delle dinamiche a scala locale, influenzate dalla presenza dei rilievi montuosi. Inoltre la formazione di un MCS (Convective Mesoscale System) nella serata/nottata di sabato 8 luglio, con la sua potente ventilazione di "outflow" (aria fresca in uscita dal temporale) potrebbe aver creato un'interferenza locale nella circolazione dei venti, impedendo allo Scirocco adriatico di risalire sino alle pianure dell'Emilia Romagna.

Nei prossimi giorni è previsto un ribasso della temperatura favorito dall'indebolirsi dell'onda anticiclonica africana, dovrebbe così venire a crearsi un ambiente più favorevole all'innesco di qualche manifestazione temporalesca un po' più organizzata, in grado di interessare anche parte delle pianure limitrofe alle Prealpi. (martedì 11 luglio). 


Autore : William Demasi

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