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Caldo africano in vista; Sahara… quel che Sahara

Dopo una provvidenziale ventilata atlantica, che a metà luglio non guasta mai, la prossima settimana dovremo fare i conti con una velenosa puntura dell’anticiclone nordafricano. Niente paura! Sarà un evento acuto, ma non duraturo.

In primo piano - 8 Luglio 2009, ore 09.56

Sempre pronto ad insinuarsi tra le pieghe costiere del Mediterraneo, ad incunearsi tra le emergenze orografiche della nostra penisola, ogni qualvolta l’Atlantico prende di mira il Portogallo o peggio ancora il Marocco, l’anticiclone nordafricano è più temuto e letale di un subdolo scorpione. Si dice infatti, che il veleno di alcuni scorpioni induce una forte sensazione di calore nella parte colpita. Ciò accade soprattutto nel periodo estivo quando la sua casa natale, il Sahara per intendersi, riarde come una fornace per mattoni di vasellame, dove i colori della terra e del cielo somigliano molto a quelli del sole e, ahinoi del fuoco. All’inizio della prossima settimana sarà proprio un’ondulazione più profonda del flusso atlantico, e della corrispondente corrente a getto in quota, fin verso le Canarie e il Portogallo, a risvegliare la bestia immonda che si rotola tra le sabbie del Sahara algerino. Un suo tentacolo si allungherà allora in direzione del Mediterraneo centrale, con le ovvie conseguenze di vivere alcuni giorni arroventati. Si dirà che il Solleone esplode in grande stile, qualcuno penserà che finalmente la vera estate è iniziata, per altri invece caldo e afa si aggraveranno; ma una cosa appare abbastanza certa, non è destinato a durare a lungo, forse l’arco di una settimana. Chi se ne accorgerà per primo? Innanzitutto la Sardegna, quindi a il nord-ovest e le regioni tirreniche, a seguire tutti gli altri. Per ultime le regioni ioniche, dove insisterà un fugace saccatura fredda in quota. Ovviamente, si esce nell’ordine di ingresso. Quanto se ne accorgerà? Dare uno sguardo alle temperature di questi giorni in Algeria e Tunisia può essere fuorviante, sebbene fanno rabbrividire (se così si può dire) i 46-47°C delle città interne nel deserto; ma anche i 40-42°C delle città più prossime al Mediterraneo. Cerchiamo di dare dei numeri, anche se ciò che si farà più sentire sarà l’umidità, aggravata a sua volta nei centri urbani dal fenomeno dell’isola di calore. Da questo si evince che in certe città i valori potrebbero essere fino a 3-5°C superiori a quelli previsti. Ad ogni modo in alcune città del centro-nord e della Sardegna, leggasi Cagliari, Firenze, Bologna, Roma, si potranno toccare i 37-38°C, con qualche punta anche superiore. Lo stesso dicasi per il sud, specie nell’ultima fase. Anche in questo caso le temperature potrebbero sfiorare e localmente superare i 38-40°C, specie su Sicilia, zone interne di Campania e Lazio, Puglia e pianure ioniche. Dopo quella di fine maggio, sarà la prima autentica ondata di caldo africano; seguite tutti gli aggiornamenti sulla sua evoluzione e sulle indicazioni che quotidianamente vi daremo.

Autore : Giuseppe Tito

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