00:00 5 Aprile 2001

La neve tornerà sugli Appennini tra sabato e domenica

Dalla Toscana alla Calabria la neve riapparirà in quota con molte sorprese.

Sembra impossibile ma spesso le precipitazioni nevose più violente e abbondanti in Appennino avvengono nel periodo marzo-aprile con qualche appendice (neanche rarissima) nella prima decade di maggio; quest’anno sarà sicuramente così e la riapertura degli impianti di risalita appenninici (già paventata da Meteolive in un articolo del 19 marzo.) sembra possa considerarsi concretamente come più che una possibilità.

Tenterò una previsione sulla quota, sull’intensità dei fenomeni e sulle possibili ulteriori nevicate nella settimana che precede la Pasqua.
Diciamo subito che la quota neve (inizialmente prevista intorno ai 1400 slm sull’Appennino settentrionale) è ancora incertissima e le ultime elaborazioni rendono ancora più arduo il calcolo preciso, tra l’altro complicato sia dalla notevole instabilità atmosferica che va profilandosi per il periodo venerdi-lunedi, sia perché la quota delle nevicate sarà ovviamente influenzata da fattori orografici e locali.

Sbilanciandosì un po’ la neve potrebbe cadere in Toscana, Marche ed Umbria già intorno ai 1000 m di quota con locali nevicate a quote inferiori (Casentino, Maceratese e Ascolano); per quanto riguarda Lazio e Abruzzo la quota più probabile oscilla tra i 1200 e i 1400 m slm; per domenica anche Lucania (forse già intorno ai 1000 metri di quota) e Calabria (almeno 1300 m di quota); le precipitazioni saranno abbondanti con cumuli forse intorno ai 40 cm su Toscana, Lazio e Abruzzo indicativamente già a 1600 metri di quota; forse accumuli inferiori in Calabria e Lucania, ma in alta Sila si profilano bufere con precipitazioni copiose.

Ancora più incredibile appare la volontà dell’Anticiclone di puntare verso nord per la settimana di Pasqua, con possibilità di ritorno della neve in quota ad intervalli, ma con la forte probabilità di conservare temperature piuttosto rigide già a 1200 metri di quota, le quali permetterebbero al manto nevoso di resistere al già alto sole di primavera.
Autore : Stefano Carnevali