Il nord-ovest e la pioggia: o troppo o niente
Dopo le precipitazioni invernali la macchina della pioggia si è fermata e aprile è trascorso praticamente a secco.
Non parte per niente bene il semestre estivo sulle regioni di nord-ovest. Il mese di aprile, uno dei più piovosi dell’anno insieme a novembre, è trascorso praticamente all’asciutto. Nessuna perturbazione, qualche isolato piovasco, per lo più residuo di manifestazioni temporalesche scarsamente motivate e null’altro.
Fortunatamente il sottosuolo può ancora contare sulle precipitazioni dei mesi invernali, ma in montagna i ghiacciai piangono già miseria e i grandi laghi, al momento al minimo stagionale, hanno scarsa materia prima per rimpinguarsi. Lo scarso innevamento in montagna, unitamente alle frequenti scaldate, stanno già mettendo a nudo la superficie di ghiaccio vivo anche in alta quota, dove solitamente sono le precipitazioni nevose primaverili a costituire il substrato più importante.
Si tratta solo di una fase o siamo di fronte ad un nuovo trend climatico di piccola ampiezza temporale? Per ora pare che la fase siccitosa abbia buone possibilità per protrarsi almeno fino alla metà di maggio. Di sicuro le preziose precipitazioni primaverili ce le siamo giocate, spetterà quindi al clima dell’estate, o con più logica a quello del prossimo autunno, la compensazione delle anomalie.
Se così non fosse potremo parlare di nuovo mutamento climatico naturale ad alta frequenza.
Autore : Luca Angelini