00:00 20 Settembre 2004

Che fine ha fatto l’uragano “Ivan”?

Si è indebolito e si è trasformato in una normale depressione atlantica; nel frattempo un altro violento uragano minaccia l'Atlantico.

Che fine ha fatto l’uragano “Ivan”?

Lo avevamo ribattezzato “Ivan il Terribile”; mai soprannome è stato più azzeccato, vista la scia di devastazione che si è lasciato dietro durante il suo passaggio sulle Isole Atlantiche e su parte degli Stati Uniti.

Per fortuna adesso il ciclone si è indebolito e si è trasformato in una normale depressione atlantica; ma come spesso succede è preferibile non fidarsi dei capricci di questi ex cicloni tropicali, viste anche le conseguenze del passaggio di quello che era l’uragano Frances proprio sulle nostre regioni fra il 14 ed il 15 settembre.

Tutti infatti ricordiamo i violenti temporali e le forti raffiche di vento (oltre alle grandinate) che ha portato il passaggio di quella perturbazione; senza dimenticare anche l’eredità lasciata dal ciclone, ossia la depressione “Bridge”, ancora in azione al sud.

Insomma gli ex-uragani hanno dimostrato ancora una volta la loro scarsa affidabilità, e quindi è meglio monitorare anche la traiettoria di quello che rimane di Ivan; adesso si trova sulle coste orientali degli Stati Uniti, ma sembra intenzionato ad attraversare l’Atlantico entro 4-5 giorni, proprio come hanno fatto i suoi predecessori.

Come se non bastasse c’è una complicazione ulteriore, un altro uragano di categoria 4, Karl, adesso in piena azione sull’Oceano Atlantico attorno al 25°-30° parallelo (in vicinanza del Tropico del Cancro insomma); fra 2-3 giorni il ciclone si metterà rapidamente in moto verso nord, nel tentativo di aggirare l’anticiclone delle Azzorre.

Il ciclone non riuscirà a spingersi fin sull’Europa, ma va comunque notato come esso rimarrà forte fino a che non sarà arrivato addirittura al 50° parallelo (sempre in aperto Oceano), per poi finalmente essere inglobato dalla depressione oceanica e “morire”.

Seguite allora tutti i nostri aggiornamenti, i vecchi e nuovi uragani potrebbero sconvolgere le previsioni a medio e lungo termine.
Autore : Lorenzo Catania