Uragano nel Mediterraneo da lunedì 14: colpirà anche l’Italia?
Un classico "Medicane" si originerà sul Mar Jonio dopo il grande caldo estivo tra lunedì 14 e giovedì 17. Ce lo aspettavamo, vediamo quali conseguenze ci saranno in Italia..

Un medicane, uno dei rari cicloni mediterranei capaci di assumere caratteristiche simili ai sistemi tropicali, sembra pronto a prendere forma sul Mediterraneo centrale a partire da lunedì 14 settembre, in un’area compresa tra Malta, le Pelagie, il Canale di Malta e il Mar di Sicilia. Già nella giornata di lunedì si osserveranno i primi fenomeni significativi, con rovesci intensi, locali temporali marittimi e soprattutto venti in rinforzo, che nelle aree prossime al nucleo depressionario potranno già raggiungere 60–70 km/h, preludio di un’evoluzione più organizzata.
La struttura iniziale sarà quella di una depressione baroclina alimentata da contrasti termici molto netti: aria più fresca in quota in discesa da nord e un mare ancora molto caldo dopo questa interminabile estate 2026, capace di fornire energia convettiva abbondante. Nel corso del 14, tra pomeriggio e sera, il nucleo ciclonico tenderà a chiudersi, con la comparsa di bande convettive più coerenti e un ulteriore rinforzo dei venti tra Malta, Pantelleria e Lampedusa. È la fase in cui il sistema comincia a mostrare una circolazione più simmetrica, segnale che sta imboccando la strada verso una struttura ibrida, quasi tropicale.
Tra martedì 15 e mercoledì 16 settembre, il medicane entrerà nella fase più intensa. Le simulazioni più autorevoli indicano un possibile approfondimento sino a 992 hPa, valore di tutto rispetto per il Mediterraneo in settembre. In questa fase i venti potranno raggiungere i 90–100 km/h, con raffiche anche superiori nelle bande convettive più attive. È importante chiarire un punto: nei medicanes, come nei cicloni tropicali, i venti più forti non si trovano nel cuore del sistema, dove spesso è presente una calma relativa (l’occhio o pre‑occhio), ma nella periferia immediata, nel cosiddetto eyewall, la “parete” di nubi e precipitazioni che circonda il centro. È lì che la rotazione si concentra e che il gradiente di pressione genera le raffiche più violente. Nel caso mediterraneo, l’eyewall è spesso irregolare, ma comunque responsabile dei venti più intensi.
Ecco come potrebbe presentarsi il piccolo uragano martedì 15 settembre secondo il modello GFS su base grafica Meteociel:

Il vortice, nella fase di massima energia, dovrebbe posizionarsi sullo Jonio meridionale, a sud delle coste lucane e pugliesi, dove potrebbe mostrare il meglio – o il peggio – di sé: mare molto agitato, precipitazioni organizzate e venti tempestosi. La traiettoria, come spesso accade con i medicanes, resta incerta: questi sistemi rispondono in modo sensibile a minimi spostamenti delle correnti in quota e a variazioni della temperatura superficiale del mare. La maggior parte dei modelli ritiene comunque che il ciclone possa agire soprattutto in mare aperto, limitandosi a sfiorare le nostre estreme regioni meridionali. Le aree più esposte sarebbero la Sicilia orientale e sud‑orientale (siracusano e catanese), con coinvolgimento più marginale della punta meridionale della Calabria e, in alcuni scenari, anche del Salento.
Ecco allora la sommatoria delle precipitazioni previste nell’area mediterranea mettendo a confronto due modelli per lo stesso intervallo temporale, siamo all’alba di mercoledì 16, guardate qui dapprima UKMO su base grafica Meteologix:

Ed ora mettiamolo a confronto con il modello GFS su base grafica Meteologix, qui i fenomeni appaiono maggiormente protesi verso nord ma con buona probabilità non riusciranno a salire oltre, puntando invece verso est:

Sì notino su entrambe le mappe le precipitazioni a fondo scala a sud est della Sicilia, di colore bianco o grigio, che segnalano nubifragi e temporali molto intensi. La traiettoria più probabile vede il medicane muoversi verso est‑nordest, puntando il Peloponneso tra la giornata del 16 e la notte successiva. Nelle prime ore del 17 settembre, il vortice – ormai indebolito – potrebbe investire l’isola di Creta, prima di dissiparsi nel Mar della Grecia.
Un evento affascinante e insidioso, che richiede monitoraggio continuo: il Mediterraneo, quando decide di imitare i tropici, sa sorprendere con una rapidità che non concede distrazioni.

