14:11 7 Maggio 2025

Sabato e domenica ancora TEMPORALI, le zone a rischio

Temporali sono previsti anche per il weekend, in particolare domenica. Ecco quali saranno le zone più a rischio e qual è la tendenza per la settimana successiva.

Dopo qualche timido accenno di stabilità, il mese di maggio 2025 sembra aver intrapreso una strada ben definita: quella dell’instabilità persistente. Quella che poteva apparire come una solida alta pressione nei giorni scorsi si è rivelata essere nulla più di una fugace parentesi in un quadro primaverile decisamente movimentato e imprevedibile.
Le analisi meteorologiche confermano un assetto barico (la configurazione delle aree di alta e bassa pressione) a livello europeo che vede l’Italia al centro di forze contrastanti. Per almeno quasi tutta questa settimana, le grandi fasce anticicloniche che portano il bel tempo resteranno confinate a latitudini più meridionali, lasciando campo libero all’influenza di aree depressionarie attive sul Centro e Nord Europa. Questa dinamica si traduce in un elevato potenziale per fenomeni instabili sulla nostra penisola.

Il campo di battaglia atmosferico sull’italia

L’attuale scenario meteorologico vede il nostro Paese stretto tra due opposte influenze: da un lato, una debole spinta dell’alta pressione da sud, insufficiente a garantire stabilità diffusa; dall’altro, la costante minaccia di correnti instabili provenienti da sistemi depressionari posizionati più a nord. Questa configurazione, che si protrarrà per almeno 10 giorni, mantiene un’elevata probabilità di rovesci e temporali, in particolare sulle regioni settentrionali e sull’Appennino dell’Italia centrale.
È fondamentale comprendere che, anche in assenza di una vera e propria perturbazione (un sistema organizzato di nuvole e precipitazioni), l’instabilità può manifestarsi con violenza. Ciò accade perché, nella stagione calda (tipicamente da maggio a ottobre), la stabilità richiede che l’alta pressione sia robusta non solo al suolo, ma anche in quota. Un semplice deficit barico (una carenza di pressione) localizzato o lo sviluppo di vorticità (movimenti rotatori dell’aria) o aria più fresca in quota durante le ore più calde del giorno possono facilmente innescare la formazione di celle temporalesche isolate ma intense.

Il weekend sotto il segno del tempo inaffidabile

Sebbene un lieve aumento della pressione possa concedere qualche ora di sole in più rispetto ai giorni feriali, la variabilità rimarrà la protagonista assoluta. I fenomeni instabili si manifesteranno con maggiore probabilità nelle ore POMERIDIANE, interessando le aree montuose e successivamente, nella giornata di domenica, estendendosi anche su alcune zone delle alte pianure del nord Italia e alle zone interne del Centro.
Queste sono i temporali/acquazzoni previsti per il pomeriggio di SABATO:

Precisiamo che i temporali saranno di breve durata e saranno abbastanza isolati, cioè non coinvolgeranno tutte le zone colorate. Le aree più a rischio saranno tuttavia Alpi, Prealpi e Appennino, specie quello settentrionale e centrale e soprattutto quello Abruzzese e Molisano.

Questi i temporali e gli acquazzoni previsti per DOMENICA pomeriggio 11 maggio:


La giornata di domenica 11 maggio si preannuncia un po’ peggio per alcune aree, come l’arco alpino ma stavolta anche alcune zone di pianura tra Piemonte e Lombardia, ancora difficilmente precisabili vista la lontananza del periodo in oggetto, ma più probabili fra le province di Cuneo, Torino, Biella e Verbania.
Qui, lo scontro tra masse d’aria diverse e la notevole energia potenziale in gioco (l’energia accumulata nell’atmosfera, pronta a trasformarsi in fenomeni violenti come temporali e grandine) potrebbero favorire non solo forti rovesci, ma anche la caduta di grandine. Qualche temporale isolato fino a bassa quota o in pianura non è escluso nemmeno su Toscana, Lazio, Campania e Calabria. Le regioni meridionali godranno di condizioni relativamente più stabili grazie a una maggiore influenza anticiclonica, ma anche qui non si possono escludere isolati e rapidi rovesci di pioggia pomeridiani.

Uno sguardo oltre il fine settimana

Le proiezioni dei principali modelli meteorologici non offrono, al momento, scenari radicalmente diversi per la prima parte di maggio. Non si intravvede un anticiclone sufficientemente robusto da imporsi sul Mediterraneo e spazzare via l’instabilità. L’alta pressione tende a rimanere defilata, sbilanciata sull’Atlantico, lasciando che correnti fresche e perturbate continuino a influenzare gran parte dell’Europa e, di conseguenza, l’Italia. Questa persistenza è dovuta anche a configurazioni bariche statiche (schemi di alta e bassa pressione che tendono a non spostarsi o evolversi rapidamente) a livello continentale, che impediscono rapidi cambiamenti nella circolazione atmosferica generale. Le previsioni a medio termine, come quelle del centro ECMWF, confermano in effetti un mese di maggio che si preannuncia piuttosto piovoso e lontana da una stabilizzazione duratura, almeno fino al 20 maggio.

Temperature senza eccessi

Sotto il profilo termico, non sono attese variazioni significative. Le temperature si manterranno generalmente vicine alle medie stagionali, con lievi scostamenti localizzati e temporanei che potrebbero portarle leggermente al di sopra in alcune aree. Non si prevedono quindi ondate di caldo intenso, mantenendo un clima tipico di questa fase primaverile.