Quando arriva la prima neve?
L’autunno che non decolla: la prima neve sui monti ancora non si vede.

L’autunno meteorologico è iniziato da settimane, ma l’atmosfera continua a comportarsi come se fosse ancora tarda estate. Le Alpi e gli Appennini, che in questo periodo dovrebbero già mostrare le prime spruzzate di bianco, restano invece completamente privi di neve. Le temperature elevate e la persistenza di campi di alta pressione impediscono qualsiasi discesa d’aria fredda, mantenendo il cielo limpido e le giornate insolitamente miti anche in quota.
La filiera del freddo, quella che normalmente porta le prime perturbazioni autunnali dal Nord Atlantico verso l’Europa centrale e meridionale, sembra inceppata. Le correnti occidentali scorrono troppo a nord, e il Mediterraneo rimane sotto la protezione di un anticiclone tenace, che respinge ogni tentativo di cambiamento. Ne deriva un quadro stagnante, con massime spesso superiori alla media stagionale di 4‑6°C e zero termico ancora oltre i 3500 metri.
Secondo le ultime proiezioni dei modelli europei e americani, un primo segnale di svolta potrebbe arrivare sul finire della prima decade di ottobre. In quella fase, un raffreddamento più deciso è atteso sull’Islanda e sulla Scandinavia, tutte aree dove si prevedono nevicate importanti, su tutta l’isola e poi tra l’Hardangervidda, l’area artica e la Lapponia. Solo successivamente, attorno al 12‑13 ottobre, il calo termico potrebbe estendersi verso l’Europa centrale, coinvolgendo anche l’arco alpino con le prime nevicate stagionali oltre i 1800‑2000 metri.
Il quadro riassuntivo delle nevicate tra il 12 e il 13 ottobre, secondo il modello GFS è questo, su base grafica Meteociel:

Si tratta, tuttavia, di una prospettiva ancora molto lontana nel tempo, e dunque da prendere con la dovuta cautela. Le simulazioni a lunga scadenza restano soggette a variazioni significative, e basta un piccolo spostamento dell’asse depressionario per cambiare completamente lo scenario. Al momento, l’unica evoluzione che lascia intravedere un’autentica svolta autunnale è proprio quella legata al raffreddamento nordico, ma la distanza temporale è tale da non consentire certezze, anzi l’attendibilità è bassa, attorno al 25%.
Ecco comuque la mappa termica a 1500m che mostrerebbe l’inserimento di una massa d’aria decisamente fredda sin verso le Alpi, prevista per il 13 ottobre, su base grafica Meteociel, con picchi clamorosi di -8°C nel nord Europa:

Fino ad allora, l’Italia dovrà convivere con un autunno anomalo, dominato dal sole e da temperature quasi estive. Gli appassionati di montagna e gli operatori turistici attendono con impazienza il primo segnale d’inverno, ma per ora la stagione fredda resta solo un miraggio all’orizzonte, l’importante perlomeno è che cominci a farsi vedere l’autunno, quello vero.
