Primi violenti temporali in pianura giovedì 6
Segnali di cambiamento? Temporali isolati ma potenti in arrivo giovedi anche su nuove zone

Di giorno in giorno i temporali aumentano sempre più, soprattutto sulle Alpi e lungo l’Appennino, nonostante la presenza costante dell’alta pressione subtropicale nel Mediterraneo. Si tratta dei classici temporali di calore estivi che prendono vita dopo un’estenuante persistenza dell’alta pressione, segno che l’intera struttura sta molto lentamente invecchiando, favorendo la nascita di questi moti turbolenti che sfociano in temporali su monti e colline.
Nel corso di questo giovedì 6 agosto, tuttavia, l’instabilità inizierà lentamente a estendersi anche alle zone pianeggianti, seppur non ovunque. Saranno fenomeni molto isolati ma potenzialmente molto violenti, poiché ci sarà un lieve calo delle temperature in alta quota in corrispondenza del Nord Italia. Questo leggero calo delle temperature, dovuto a infiltrazioni fresche provenienti dal Nord Atlantico, permetterà l’innesco di moti turbolenti ancor più estremi che favoriranno la nascita di locali supercelle e anche di potenziali fenomeni intensi come grandine di grosse dimensioni e violente raffiche di vento.
Solitamente i classici temporali di calore estivi nascono dalla sola risalita di aria calda verso l’alto, ma con uno zero termico estremamente elevato la grandine molto raramente assume dimensioni ragguardevoli. Nel momento in cui arriva aria più fresca, che permette la discesa dello zero termico anche sotto i 4000 metri di altitudine, ecco che diventa più facile la nascita di temporali molto più forti, con chicchi di grandine grossi e altri fenomeni estremi tipici delle supercelle.

Nel corso di questo giovedì, come mostrato dal modello Harmonie su base grafica Meteologix, avremo locali fenomeni intensi in serata sulla Val Padana orientale, proprio una di quelle zone che maggiormente sta soffrendo il caldo negli ultimi giorni. In particolar modo tra il Veneto e la pianura emiliana si potrebbero sviluppare isolati temporali molto forti con numerosi fulmini, piogge a carattere di nubifragio e grosse grandinate. Poi la solita instabilità su Alpi, Prealpi e lungo l’Appennino, prevalentemente su monti e colline.

